Spostamenti tra comuni di confine, De Robertis (Pd): “Iniziativa del presidente Rossi sulla collega umbra”

"Vista la mancanza di una norma umbra di reciprocità con quanto stabilito ieri nell'ordinanza toscana - spiega De Robertis - stamani ho contattato il presidente Rossi per rappresentare la permanenza del problema in assenza di un provvedimento simile della Regione Umbria"

Lucia De Robertis, vicepresidente del Consiglio regionale, interviene sul problema sorto stamani riguardo all'effettiva possibilità, stabilita nell'ordinanza firmata ieri dal presidente della Toscana, per i cittadini dei comuni confinanti con l'Umbria di recarsi in quella regione, stante ancora il divieto fino al 3 giugno di muoversi fuori regione, salvo che per motivi di lavoro, salute, o di carattere eccezionale.
"Vista la mancanza di una norma umbra di reciprocità con quanto stabilito ieri nell'ordinanza toscana - spiega De Robertis - , stamani ho contattato il presidente Rossi per rappresentare la permanenza del problema in assenza di un provvedimento simile della Regione Umbria. Lui ha subito preso l'impegno ad attivarsi".
La vicepresidente ci tiene, poi, a togliersi il classico sassolino dalla scarpa. "Il grande successo che il collega Casucci racconta - commenta, infatti -  riguardo ad una sua mozione sull'argomento, tanto grande dunque non è, se il suo partito non ha ritenuto di suggerire alla loro presidente dell'Umbria di adottare una disposizione che consentisse, come ha fatto Rossi, ai cittadini dei comuni di confine di potersi spostare fra le Regioni limitrofe. L'ordinanza umbra di ieri, infatti, attuativa del DPCM, nulla dice in tale senso. Ma tant'è: ognuno ha il peso politico che ha!".
"Così come stanno ad ora le cose - aggiunge - l'autoincensamento di Casucci sa proprio di schiaffo ai cittadini dei nostri comuni confinanti con l'Umbria. Più che di un grande successo, parlerei di grande beffa!".
"Se, come spero - conclude la Vicepresidente - l'intervento sortirà gli effetti sperati, nessuno di noi si autoincenserà sui giornali. Perché avremo fatto solo il nostro dovere istituzionale. E lo avremo fatto fare anche a chi, pur non appartenendo alla nostra stessa parte politica, non può evitare di trovare soluzioni ragionevoli ai problemi dei cittadini."

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