Il futuro della Fortezza, posti tagliati nelle scuole e San Zeno: le interrogazioni in consiglio comunale

Dai banchi dell'opposizione non si sono fatte attendere le interrogazioni all'amministrazione comune di Arezzo

Mattinata intensa per il consiglio comunale di Arezzo dove, nella prima parte della seduta, si sono svolte le interrogazioni.
"Che hanno riguardato - spiegano dal Pd - la variante al piano strutturale e il crono-programma che a dispetto di quanto annunciato non è stato per ora rispettato".
Pronta la replica da parte dell'amministrazione che ha precisato come "l'acquisizione di pareri presso vari enti ha comportato tempi più lunghi ma nel prossimo Consiglio Comunale in calendario il 17 giugno è prevista l'adozione dei nuovi strumenti urbanistici".

Le interrogazioni in consiglio

Successivamente il dibattito in aula a toccato temi quali l'impianto di San Zeno, il suo futuro sviluppo e i numero della produzione di rifiuti.
A proporla è stato il Partito democratico e Arezzo in Comune. In particolare, è stato rilevato, come nel corso degli anni questi siano stati oggetto di varie revisioni mentre adesso, nei documenti, dal 2024 al 2033 sono riportate sempre 160.000 tonnellate di rifiuti. Una cifra ritenuta peraltro eccessiva e la domanda è se questa previsione ha tenuto conto di sviluppi quali la scomparsa della plastica monouso o di altri rifiuti come i pannolini, prevista dalle istituzioni europee, e lo sviluppo della frazione di organico. È stato inoltre domandato se siano stati chiesti finanziamenti comunitari per procedere all'eventuale sviluppo impiantistico di San Zeno e fare fronte all'investimento.

L'amministrazione comunale ha rilevato che esisterà sempre una parte di rifiuti non riciclabili e di scarti che devono essere trattati da un impianto di termo-valorizzazione. San Zeno, nello specifico, fa parte di una sistema economico circolare che comincia con la raccolta e il conferimento ma coinvolge anche anche il trattamento, dall'organico al recupero della materia. E quando si dimensiona un impianto del genere, occorre basarsi non tanto su numeri precisi ma su stime che tengano conto di quella che è definita “ridondanza impiantistica”. Sulle politiche dirette alla eliminazione di certi rifiuti, è stato replicato che dall'adozione di una direttiva comunitaria alla sua applicazione passano in genere anni e durante questo periodo occorre affrontare una fase transitoria e prevenire qualsiasi emergenza. Non c'è intenzione comunque di realizzare impianti più grandi del necessario.

Altra questione portata all'attenzione dell'amministrazione comunale è quella riguardante la riduzione dei posti alle scuole di Quarata, Tregozzano e Antria, per un totale di 43 in meno a disposizione dei bambini. Anche in questo caso a presentarla è stato il Partito democratico che ha sottolineato come "sono stati così esclusi rispettivamente 8, 16 e 10 bambini, costretti a spostarsi verso altre scuole, anche private, con costi suppletivi per le famiglie. Il rilievo è che il dimensionamento scolastico è stato compiuto in maniera penalizzante e discrezionale. La richiesta è quella di procedere a una marcia indietro".

L'amministrazione comunale ha replicato che le norme sono state rispettate, applicando regole regionali, in accordo con l'ufficio scolastico provinciale, relative soprattutto a parametri di sicurezza derivanti dal rapporto tra ragazzi ospitati e spazi a disposizione delle strutture. E se tale rapporto non è rispettato si deve procedere in questa direzione. Solo al momento della chiusura delle iscrizioni sarà inoltre possibile capire quanti hanno dovuto rinunciare, perché spesso i bambini vengono iscritti in più scuole per poi alla fine sceglierne una.

Ancora il Pd. Questa volta l'interrogazione ha riguardato la Fortezza chiusa durante alcuni giorni di festa delle vacanze pasquali, il suo scarso utilizzo commerciale e il ritardo di quattro anni, dal momento dell'inizio del mandato, con cui è stata decisa la rimozione della terra da palco e platea. E la Fortezza deve restare nella gestione della Fondazione Guido d'Arezzo?

L'amministrazione comunale ha replicato che la fondazione continuerà a gestire la struttura mentre il “mercato” della Fortezza potrebbe aprirsi a una nuova prospettiva come quella dei matrimoni. L'evento prossimo di inizio giugno fornirà un quadro per capire le potenzialità di questa simile fruizione. Il sopralluogo al serbatoio della Fortezza è stato fatto un anno e mezzo fa, si è trattato di un'operazione complessa perché ne ha comportato lo svuotamento e che ha dimostrato la sensibilità dell'amministrazione e la voglia di risolvere il problema. Il certificato di collaudo è stato inoltre ottenuto solo nel novembre dello scorso anno e da quel momento è stato capito definitivamente quanto sia pericoloso quel carico di terra soprastante il serbatoio stesso. Sarà necessario di conseguenza prevedere posti a sedere fissi e numerati per garantire il giusto carico degli spettatori. Senza considerare l'ulteriore problema dell'inclinazione del palco: per portarlo a condizioni di migliore utilizzo sarebbe necessario demolirne una parte. Per il momento, la scelta è di lasciarlo invariato e di concentrarsi sull'utilizzo della parte inferiore della Fortezza per eventi di carattere espositivo.

Arezzo in Comune ha ricordato le 724 firme dai residenti di Saione a margine di una petizione che contiene varie richieste, tra le quali il vigile di quartiere, una sala per gli incontri, una presenza costante di operatori socio-sanitari per intercettare chi fa uso di sostanze stupefacenti, il recupero del Pionta, un Consiglio Comunale aperto sui problemi del quartiere.

L'amministrazione comunale ha replicato che il Consiglio Comunale aperto si terrà prima della fine dell'estate e sarà l'occasione di ascolto e proposta.

Il Partito Democratico ha ricordato le recenti interrogazioni presentate sulla selezione avvenuta nell'ambito della Fondazione Guido d'Arezzo a cui ancora non sono state date risposte nonostante la procedura sia giunta a conclusione.

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