Coingas. Il bilancio non approvato e l'ira di Ghinelli: "Non lo voto, come i sindaci del Pd"

Ieri dopo la presentazione del bilancio da parte del revisore dei conti, ci sono state alcune prese di posizione che pare abbiano poi fatto precipitare la situazione

La mancata approvazione del bilancio di Coingas fa ancora discutere. Il quadro è più ampio di quanto finora detto. E parte dall'assemblea di Estra, che ha già approvato il suo bilancio, ma che ha anche dato una indicazione di massima di non distribuire gli utili, come misura precauzionale in questo periodo di emergenza sanitaria ed economica.

Strategie, tra l'altro, adottate da altre società del genere. Estra e Coingas sono ovviamente legate. La seconda è una delle aziende pubbliche fondatrici della multiutility e la sua stessa esistenza è basata sul possesso del 25,14% delle quote societarie di Estra. Coingas a sua volta è composta dai comuni soci, dove la maggioranza delle quote è in mano al capoluogo Arezzo (45%) che quindi tiene in mano le redini e il destino della società pubblica.

Ieri, dopo la presentazione del bilancio da parte del revisore dei conti, ci sono state alcune prese di posizione che pare abbiano fatto precipitare la situazione, lasciando probabilmente il presidente Franco Scortecci con il cerino in mano, in mezzo ai sindaci che tra astensioni e ritiri, hanno visto soltanto Flippo Vagnoli di Bibbiena premere per l'approvazione. Su cosa sia successo ci sono diversi punti di vista. Ieri il Pd ha riposto nel Comune di Arezzo, presente con il segretario generale, la responsabilità di non aver approvato il bilancio, lo avrebe potuto fare visto il peso dell'ente nella società. Quello precedente lo votò insieme al Comune di Castiglion Fiorentino. Oggi però risponde piccato il sindaco Ghinelli che non ha digerito l'annuncio del mancato voto da parte di alcuni sindaci, tra cui Casini di Lucignano, Menchetti di Civitella, Sonnati di Foiano e Ducci di Talla. Ma ha giudicato "singolare anche la posizione del sindaco Cornioli di Sansepolcro, per il quale il bilancio va bene, ma non è da votare".

Ghinelli ha ribadito che "Il bilancio di Coingas è sano, valutato positivamente sia dai sindaci revisori che dalla società di revisione, e non pone il benché minimo problema di legittimità, approvarlo è quindi non solo legittimo ma anche fondamentale per poter ripartire tra i Comuni i dividendi che oggi sono quanto mai necessari per fare fronte alla crisi sociale ed economica generata da Covid19."

La rabbia di Ghinelli deriva da una recriminazione."Ma non si era detto - ha attaccato - che in questo momento particolare occorreva stare tutti insieme per fare fronte comune contro il virus? Non si era sbandierato ai quattro venti che la “ragion politica” doveva cedere il passo alla ragion di Stato? E si badi bene che qui la “ragion politica” manco è all’orizzonte. Coingas è una società che svolge esclusivamente un ruolo di connessione tra i Comuni e la Multiutility Estra. Il socio di Estra è Coingas, i soci di Coingas sono i Comuni. Il bilancio di Coingas è formato dalla acquisizione del dividendo di Estra, spettante per il 25,14% a Coingas, la quale con l’approvazione del bilancio è autorizzata a distribuirlo ai Comuni. Mi spiegate cosa c’è di “politico” in tutto ciò? Nulla, assolutamente nulla. E allora perché la solerte sindaca di Lucignano si affretta a dire che lei il bilancio di Coingas non lo vota? Forse perché teme che sia fatto male? No, ha dichiarato che è fatto benissimo, tanto da complimentarsi anche con l'amministratore, e allora? Per motivi politici. Allora ci dica quali sono."

Insomma come a dire non lo hanno votato loro, non lo vota nemmeno il Comune di Arezzo e così, annuncia Ghinelli, sarà, nonostante l'importanza per tutte le amministrazioni di suddividere i dividendi:

"Finché non ci avrà convinto che i motivi politici sono tali da impedire a lei di votarlo, ma a me si, io non lo voterò. Ci mancherebbe altro che io in un momento come questo facessi di testa mia ... nemmeno per sogno. Io faccio come i sindaci del Pd, non lo voto. Ma lo sanno i cittadini che da quella approvazione dipende la “distribuzione dei dividendi di Coingas”? Cioè di 3 milioni e 87mila euro che il bravo Scortecci, al quale si conferma e rinnova la fiducia, porta in bilancio per “distribuirli” ai Comuni. Si tratta di risorse che spettano ai Comuni, prima ancora ai cittadini, e che oggi potremmo impiegare in azioni di coesione sociale o di tenuta del sistema economico. Centinaia di migliaia di euro pronti per essere messi a disposizione dei cittadini, non solo di Arezzo ma di tutta la provincia."

L'attacco politico incrociato

Se da un lato il Pd attacca il sindaco Ghinelli e l'assessore al bilancio e partecipate Merelli (nomi entrambi toccati dalle inchieste su Coingas), Ghinelli risponde a tono:

"Il Pd avendo scelto da tempo di fare di Coingas l'unico cavallo di battaglia politica contro il centrodestra, trasferendo sul livello giudiziario ogni azione e ogni considerazione, oggi decide di non approvare il bilancio in un atteggiamento solo apparentemente pilatesco: si tiene le mani libere per continuare il bombardamento mediatico su Coingas attraverso la decisione di non votare il bilancio, ritenendo che “tanto il bilancio lo vota Arezzo” e i frutti di quello stesso bilancio, che decide di non votare, gli arriveranno comunque. Poi visto che il Comune di Arezzo si comporta come loro, si inventa di sana pianta la storia della “sfiducia di Scortecci”, vedi nota della segreteria Pd di ieri. (...)

Eppure, continua Ghinelli: "In queste ultime settimane è cambiato il mondo, ce lo siamo già detto mille volte. Ed è vero. Ma ci siamo anche detti altrettante mille volte che "niente sarà piu' come prima" e questa cosa, me lo concederete, la devo smentire. La politica dovrebbe trovare nuova forza nell'etimologia del suo senso proprio, mentre sembra che, alle porte della Fase 2, questo Pd sia già tornato ad avvantaggiarsi delle occasioni politiche per un mero scopo opportunistico, alla faccia di tutto e di tutti. Non volete approvare il bilancio di Coingas? Prendetevene la responsabilità, guardate in faccia i nostri concittadini e siate onesti. Oppure, la prossima volta, restate a casa."

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