Coingas, Agnelli: “Votazioni sempre all'unanimità". Il Comune annuncia l'uscita dalla partecipata

Durante il consiglio comunale di Castiglion Fiorentino il sindaco interviene sul caso Coingas

Si è svolto questo pomeriggio il consiglio comunale a Castiglion Fiorentino, nel quale si è discusso del caso Coingas, tema al centro del dibattito. Nelle scorse settimane i gruppi di opposizione avevavo attaccato il sindaco Agnelli sulle intercettazioni, chiedendo spiegazioni al riguardo. Il nome di Agnelli uscì perchè fu proprio il primo cittadino di Castiglion Fiorentino a indicare il nome di Giovanni Minetti come presidente del consiglio dei sindaci revisori.

Come riporta Ansa, le consulenze finite sotto indagine erano state documentate e spiegate durante le assemblee dagli stessi professionisti indagati e votate all’unanimità da tutti i sindaci espressione dei più vari partiti e schieramenti.

“Su Coingas si apre un caso politico. Durante le assemblee - come si legge sulla nota Ansa - i presidenti Sergio Staderini prima e Franco Scortecci hanno sempre documentato ai sindaci tutto ciò che veniva fatto per rianimare Coingas ovvero un piano per fornire ai comuni soci assistenza su manutenzione, video sorveglianza e tutta una serie di progetti che i professionisti finiti al centro delle indagini per la congruità delle loro consulenze sono sempre venuti in assemblea a documentare. Del resto Coingas non ha dipendenti e dunque a nessuno è parso strano che si ricorresse a professionisti esterni. Nessun sindaco ha mai trovato in tutto ciò niente da ridire”.


Castiglion Fiorentino è stato l'unico comune ad aver votato il 4 luglio il bilancio preventivo della partecipata Coingas insieme ad Arezzo.

“Tutto è stato sempre votato all’unanimità anche perché le spese, consulenze comprese, erano pienamente documentate - ha precisato il sindaco - ai soci quindi competeva votare il bilancio del momento che tutto era inserito ma non spetta agli stessi giudicare se le consulenze erano congrue o no. Ora dal momento che i progetti votati non sono andati in porto ci riserviamo un’eventuale azione di responsabilità e siamo pronti a deliberare la vendita delle azioni Coingas di cui deteniamo il 2 per cento uscendo dalla partecipata” - ha concluso il sindaco.

Le indagini in corso da parte del pm Andrea Claudiani vedono nove indagati per vari  reati che vanno dal peculato al favoreggiamento all’abuso d’ufficio. Tra questi i due presidenti Coingas e il presidente di Estra Francesco Macri.

Questa la nota ufficiale del Comune di Castiglion Fiorentino

Il Consiglio Comunale di ieri pomeriggio 29 luglio è stato l’occasione per Sindaco e Giunta per affrontare la vicenda Coingas.

Con la delibera n.19 del 9 aprile 2015 il consiglio comunale di Castiglion Fiorentino aveva approvato il piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente ed indirettamente possedute. Dalla delibera si evince che la partecipazione alla società Coingas Spa non può essere mantenuta e pertanto l’amministrazione dovrà mettere in atto le procedure necessarie per arrivare alla cessione della propria quota di partecipazione, seppur minoritaria, nella società, oppure in alternativa e di concerto con tutti i comuni soci allo scioglimento della società e alla fusione con la società Estra Spa. Preso atto delle indagini in corso su Coingas circa gli incarichi conferiti ai professionisti, per i quali sarà la magistratura a giudicarne la congruità e la legittimità, il comune di Castiglion Fiorentino è intenzionato ad uscire dalla partecipata.  

Va anche ribadito, che le varie assemblee dei soci Coingas hanno sempre deliberato, all’unanimità,  i vari punti all’O.d.G. alla presenza degli stessi professionisti. Il tutto nel tentativo, non andato a buon fine, di rilanciare l’attività della suddetta società. In sede di assemblea, altresì, non hanno costituito oggetto di discussione né tanto meno valutazione gli incarichi affidati e i compensi richiesti e/o corrisposti ai sopracitati professionisti presenti alle stesse assemblee. L’approvazione del bilancio avveuta nell’assemblea del 4 luglio u.s. non preclude in alcun modo azioni di responsabilità qualora venissero accertati reati.

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