"Per una città senza plastica" Arezzo Possibile chiede interventi per un comune più ecosostenibile

Per esempio pensare a soluzioni come l’installazione di eco-compattatori, che cambiano la distorta visione di “rifiuto” in quella corretta di “risorsa”, svolgendo una azione incentivante verso i cittadini.

"Noi crediamo che ogni istituzione dovrebbe concretizzare il proprio impegno per liberarsi da questo materiale dannoso, non solo per l’ambiente, ma anche per la nostra salute. Per questo motivo, abbiamo consegnato in municipio una nostra proposta per la sensibilizzazione e la limitazione dell’uso della plastica usa e getta nel comune di Arezzo."

Arezzo Possibile propone strategie per abbattere l'uso della plastica che costituisce un problemavero e nemmeno tanto lontano da noi.

Alcuni dati

La produzione di massa di plastica, iniziata appena 60 anni fa, ha avuto un'accelerazione tale da toccare 8,3 miliardi di tonnellate, la maggior parte sotto forma di prodotti monouso che si trasformano rapidamente in rifiuti. La plastica impiega oltre 400 anni a degradarsi, perciò la maggior parte di quella prodotta esiste ancora in una qualche forma. Solo il 12% è stato incenerito. Questo tipo di aumento finirebbe per ‘incrinare’ qualsiasi sistema non adeguatamente preparato, ed è per proprio questo che parte del sistema globale di gestione dei rifiuti va a finire negli oceani.  Si potrebbe pensare che sia ancora una minaccia lontana, che resta a diverse miglia dalle nostre coste. Niente di più sbagliato. È notizia recente che a nord ovest dell’isola d’Elba, tra il corno della Corsica e la Capraia c’è un’altra isola: solo che è fatta di plastica. Individuata da un recente studio del Cnr, è composta da frammenti più piccoli di 2 millimetri e densa come nessun altro vortice di rifiuti nel Mediterraneo occidentale. Il problema è quindi concreto e vicinissimo. Secondo le previsioni, entro la metà del secolo nei nostri mari e negli oceani ci sarà più plastica che pesci; è una delle statistiche più citate ed è servita come vero e proprio grido di allarme per segnalare che va fatto qualcosa.

Cosa possono fare i comuni?

Secondo Arezzo Possibile è un dato di fatto che "gli Enti locali abbiano un ruolo fondamentale nel veicolare i cittadini verso le buone pratiche, attraverso decisioni che ci porteranno  ad un nuovo approccio verso l’ambiente, ad una riduzione dell’inquinamento, ad una sensibilizzazione verso nuovi stili di vita green e consumi consapevoli. Invitiamo quindi la nostra Amministrazione comunale “in primis” ad essere d’esempio per la cittadinanza, avviando un graduale e progressivo processo di riduzione - fino alla completa sostituzione con materiali compostabili - della plastica usa e getta, presso tutte le sede comunali, le aziende partecipate e le scuole. L’idea è di estendere la suddetta richiesta anche tutte le attività ristorative e ricettive del territorio gli eventi e le manifestazioni connesse al tema del cibo e delle bevande."

Esempi

Nel concreto, chiediamo al Comune, per esempio, di pensare a soluzioni come l’installazione di eco-compattatori, che cambiano la distorta visione di “rifiuto” in quella corretta di “risorsa”, svolgendo una azione incentivante verso i cittadini, che possono così conferire i loro “beni”, ovvero le materie riciclabili (esempi  sono il PET, l’HDPE, i tappi, l’Alluminio, il vetro, l’olio esausto alimentare, ecc.), ottenendo in cambio dei “valori” quali coupon/buoni sconto, da utilizzare presso esercizi commerciali, o riduzioni percentuali di imposte pubbliche;  ma anche un’azione sull’ottimizzazione e sul rendimento della raccolta differenziata per il Comune, che può implementare gli eco-compattatori nelle strategie locali mirate al rispetto e alla sostenibilità ambientale, alla gestione del bene pubblico, allo sviluppo economico del tessuto commerciale locale e, non per ultimo, al benessere dei propri cittadini. Un altro punto  fondamentale della nostra proposta prevede l’attivazione di una campagna informativa verso ogni scuola di ordine e grado presente nel territorio e ad ogni cittadino, residente e non, rispetto all’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti in plastica, ai sistemi di riutilizzo disponibili e alle migliori prassi di gestione dei rifiuti per questi prodotti.

Per troppo tempo, nelle logiche di potere, l’ambiente è stato considerato un elemento estraneo agli interessi delle politiche pubbliche, chiuso in una categoria stagna come altri settori nei capitoli di bilancio. Eppure l’uomo nell’ambiente che dovrebbe rispettare ci vive, ne fa parte, ne trae sostentamento. È quindi il momento, per Possibile, di iniziare la rincorsa verso il pagamento di un debito verso la Terra, i cui interessi sono ormai giunti al limite.

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