Case popolari, punti in più per chi abita e lavora nel comune da almeno 15 anni. La nuova legge

Il testo per l’assegnazione delle case popolari è stato licenziato a maggioranza in commissione e passa ora all’esame dell’aula.

Via libera a maggioranza in commissione Sanità e politiche sociali alla nuova proposta di legge in materia residenziale pubblica. Il testo, che passa ora all’esame dell’Aula, ridefinisce i criteri di assegnazione delle case popolari. Nella commissione presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) ha ottenuto il via libera con i voti favorevoli di Partito democratico e Art.1-Mdp e il voto contrario di Movimento 5 stelle, Sì-Toscana a sinistra e Gruppo misto-Tpt. La Lega ha annunciato l’astensione su tutte le parti del nuovo testo di legge sin dall’inizio della maratona del voto articolo per articolo. Arriva così a conclusione un lungo lavoro sul testo che la Giunta regionale aveva presentato in commissione nel marzo scorso. Un lavoro che ha portato a una profonda riscrittura del provvedimento, emendato articolo per articolo. Rispetto al progetto iniziale, restano gli undici soggetti gestori e i relativi Lode (i livelli ottimali d’esercizio), per i quali si prevedono modelli organizzativi che permettano di esercitare le funzioni anche in forma associata, preferibilmente nell’area vasta di appartenenza, e l’istituzione di commissioni territoriali per il contrasto al disagio abitativo.

Vengono riviste le modalità di accesso, assegnazione e utilizzazione degli alloggi Erp e i canoni di locazione, che vengono distinti in quattro tipologie: minimo; sociale; ordinario protetto; massimo di solidarietà. Si introducono modifiche alla disciplina dell’annullamento e della decadenza dall’assegnazione e della risoluzione del contratto di locazione. In particolare, tra gli elementi introdotti, per partecipare ai bandi per l’assegnazione di alloggi Erp, non saranno ammesse persone “con condanne penali passate in giudicato per delitti non colposi per i quali è prevista la pena detentiva non inferiore a cinque anni, ovvero avvenuta esecuzione della relativa pena”. Il procedimento di decadenza sarà avviato obbligatoriamente dal Comune nei confronti dell’assegnatario “che abbia riportato condanna definitiva per violenza o maltrattamenti verso il coniuge, i minori o altri componenti del nucleo familiare” e per i delitti non colposi suddetti. Il Comune procederà all’assegnazione dell’alloggio ad altro componente del nucleo familiare. Su questo punto, la consigliera di maggioranza Serena Spinelli (Art.1-Mdp) ha dichiarato la propria contrarietà e si è astenuta anche al momento dell’approvazione dell’allegato che ne contiene i criteri.

Un sub-emendamento presentato oggi a firma del presidente Scaramelli ha rimodulato l’assegnazione dei punteggi e introdotto per la prima volta i 3 punti a chi è residente o lavora nell’ambito territoriale da almeno 15 anni e 4 punti per chi è residente e lavora da almeno 20 anni alla data della pubblicazione del bando.

Le vecchie graduatorie rimarranno in vigore fino al momento in cui il Comune non emetterà il nuovo bando.

L’assessore Vincenzo Ceccarelli è intervenuto ai lavori di questo pomeriggio, come già nella seduta di ieri: “Non parlerei di ‘toscanità’, quanto piuttosto di territorialità, applichiamo il principio che era già presente, con un leggero rafforzamento del riconoscimento alla residenzialità di chi vive e lavora in Toscana e con un significativo criterio prevalente di premialità del disagio abitativo, per il quale è stata tolta la soglia dei 6 punti”. Un ragionamento, ha osservato l’assessore, confermato dalla posizione espressa dai sindacati di categoria, “che pur con una lieve perplessità rispetto all’aumento del punteggio legato alla territorialità, hanno ispirato i nuovi punteggi”.

“Stiamo dando una risposta a nuovi bisogni di giovani, operai, classi medie – ha dichiarato il presidente Scaramelli –. Dovremo spiegare bene che con questo provvedimento viene premiato il lavoro, non soltanto la residenza. Abbiamo definito un insieme di elementi che riqualifica la risposta alle esigenze abitative. E abbiamo dimostrato, con il sub-emendamento di oggi, che quello della residenza non è l’elemento prevalente”.

Prima del voto finale, il consigliere Andrea Quartini (M5s) ha evidenziato le ragioni del voto contrario del Movimento 5 stelle: “Siamo un po’ disorientati rispetto alla direzione che si prende con questo provvedimento e alle conseguenze dei nuovi punteggi che vengono introdotti”. Il consigliere ha chiesto una simulazione “per valutare come si modifica l’assetto delle graduatorie”. La valutazione politica è che “il premio alla ‘toscanità’ è discriminatorio, non è utile, si trasforma in un elemento di discriminazione geografica che è comunque preoccupante”.

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