Bufera sul Cda di Nuove Acque, Romizi: "Nominato un pistoiese di Forza Italia, proposta indennità da 20mila euro"

Il consigliere comunale di opposizione Francesco Romizi passa all'attacco sul cda di Nuove Acque, sollevando il caso della nomina di un consigliere della provincia di Pistoia. "“Si è tenuta l’'assemblea dei soci di Nuove Acque - spiega l'esponente...

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Il consigliere comunale di opposizione Francesco Romizi passa all'attacco sul cda di Nuove Acque, sollevando il caso della nomina di un consigliere della provincia di Pistoia. "“Si è tenuta l’'assemblea dei soci di Nuove Acque - spiega l'esponente di Arezzo in Comune - ed emergono questioni che intendo sottoporre all'’attenzione del consiglio comunale con una specifica interrogazione durante la prossima seduta. Due in particolare i fatti rilevanti".

Il primo riguarda il rinnovo del cda - dice Romizi - il Comune di Arezzo non ha riproposto Enrico Valentini, rappresentante del Comune scelto dalla precedente amministrazione, ma un tal Alberto La Penna, figura di spicco del centrodestra della provincia di Pistoia, ovvero il coordinatore provinciale di Forza Italia Pistoia.

Il rappresentante del centro sinistra in consiglio comunale argomenta: "Se la mancata conferma di Valentini poteva essere scontata, meno scontato è che questa amministrazione confermi la volontà di individuare non aretini in posti chiave. Non c’'era alcun rappresentante di centrodestra proveniente dal territorio e dunque conoscitore di Nuove Acque e delle dinamiche locali del servizio idrico? Oppure bisogna pagare pegno a qualcuno? Tipo, una parte dello stipendio di un funzionario del partito pistoiese?".

Poi Romizi prosegue.

Secondo aspetto: il Comune di Arezzo ha chiesto che La Penna assuma la carica di presidente vicario del cda, figura prevista dalla statuto di Nuove Acque ma a cui non è stato fatto ricorso in passato. E che dire dell'’indennità? L’'assessore Alberto Merelli ha proposto, per La Penna, 20.000 euro lordi annui, anziché 8.000 come adesso prevede il ruolo. Una proposta per fortuna bocciata dai sindaci del centro-sinistra della provincia di Arezzo, ma già il fatto di averla avanzata è criticabile in un momento in cui si discute di caro-bollette per l’'acqua e alcuni cittadini si trovano a fare i conti con atti unilaterali a loro sfavore del gestore stesso”.

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