“Lei chiese a Unicredit di acquisire Banca Etruria”, l’accusa di De Bortoli a Maria Elena Boschi

L’accusa è quella mossa nelle righe del libro firmato da Ferruccio De Bortoli. Lo scrittore ha riportato come “Maria Elena Boschi nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit.

Claudia Failli
Claudia Failli
Invia per email  |  Stampa  |   9 maggio 2017 21:04  |  Pubblicato in Politica, Arezzo

Articoli correlati



“Maria Elena Boschi chiese a Unicredit di acquisire Banca Etruria”.
L’accusa è quella messa nero su bianco direttamente da Ferruccio De Bortoli nel suo libro “Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo” (edizione La Nave di Teseo), in uscita l’11 maggio e anticipato, in alcuni passaggi particolarmente espliciti dall’Huffington Post.
Quelli che non hanno tardato a suscitare scalpore sono quelli riguardanti la ex ministro alle Riforme e attuale sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi.
Nel suo libro De Bortoli scrive come: “Maria Elena Boschi nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria”.

E ancora “La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni, comunque, incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere”.

Pronta la replica di Maria Elena Boschi, che da sempre ha negato un coinvolgimento nelle vicende giudiziarie e non che hanno riguardato la banca aretina di cui il padre, Pierluigi, è stato vice presidente.

“La storia di Banca Etruria – scrive la sottosegretaria sulla propria pagina Facebook – viene ciclicamente chiamata in ballo per alimentare polemiche. Vediamo di essere chiari: non ho mai chiesto all’ex AD di Unicredit, Ghizzoni, né ad altri, di acquistare Banca Etruria. Ho incontrato Ghizzoni come tante altre personalità del mondo economico e del lavoro, ma non ho mai avanzato una richiesta di questo genere. Sfido chiunque e ovunque a dimostrare il contrario. E siccome sono stupita per questa ennesima campagna di fango, stavolta ho affidato la pratica ai legali per tutelare il mio nome e il mio onore. Chi è in difficoltà per le falsità di Palermo o per i rifiuti di Roma non può pensare che basti attaccare su Arezzo per risolvere i propri problemi”.

Numerose le reazioni da parte del mondo politico nazionale. Primi tra tutti gli esponenti del Movimento 5 Stelle e lo stesso Beppe Grillo che chiedono a gran voce le dimissioni dell’ex ministro anche dalla sua carica di sottosegretario.
Stessa richiesta anche da parte del leader della Lega Nord Matteo Salvini e Giorgia Meloni che rincara: “Mozione di sfiducia non solo per la Boschi ma per tutto il governo Gentiloni”.
Dall’altra parte della palizzata ecco la replica del Partito Democratico: “È vergognoso e strumentale l’attacco M5s a Boschi teso unicamente a coprire i disastri di Roma o l’inchiesta sulle firme false a Palermo. Si occupino dei problemi della gente e non di fare gli aspiranti pm, visto che non hanno né le qualità morali né le capacità giuridiche”.

La reazione dell’associazione Vittime del Salva-Banche

Non ci stupiamo affatto delle dichiarazioni di De Bartoli, riguardo il fatto che l’allora Ministro alle Riforme Maria Elena Boschi, nel 2015, (quando il suo babbo era Vice-presidente di Banca Etruria), non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit per una possibile acquisizione della Banca aretina. Le dichiarazioni di De Bortoli appaiono verosimili vista la successiva azione del Governo, che pur di salvare l’istituto e i suoi manager, decise addirittura di anticipare un regolamento europeo pericoloso e prematuro come il Bail in che ancora non era neppure in vigore. Appaiono ormai evidenti i continui conflitti di interesse che coinvolgono ancora una volta la Boschi, che nonostante fosse Ministro non ha esitato un attimo prima di abusare del suo ruolo per chiamare Ghizzoni, sperando di salvare la banca di famiglia e poi, ad operazione non riuscita, di mandare al massacro 30 mila famiglie italiane facendo incenerire i loro risparmi con un decreto scandaloso e assurdo. Leggiamo che l’attuale sottosegretaria punta il dito su quella che lei chiama la macchina del fango contro lei e l’ex premier, ma vogliamo ricordarle che la vera macchina del fango, è stata banca Etruria, e come hanno gestito la risoluzione della banca.

Il closing Ubi-Etruria

Nel frattempo, continuano a rimbalzare le voci che riguardano il possibile closing tra Ubi e le tre good bank. Secondo le indiscrezioni che si sono susseguite per tutta la giornata il perfezionamento dell’operazione che porterà le tre ‘good bank’ sotto il definitivo controllo di Ubi sarebbe fissato per domani e a guidare Nuova Banca Marche, Nuova banca Etruria e Nuova Carichieti sarà un “presidente bergamasco doc”. E’ quanto scrive oggi il Corriere della Sera (edizione di Bergamo) precisando che si tratta dell’ex direttore generale della (ex) Popolare di Bergamo e membro del consiglio di gestione Osvaldo Ranica. Il closing, precisa il Corsera, avverrà domani, “dopo che tutte le caselle, tra autorizzazioni e accordi vari, sono andate al loro posto, nel rispetto dei parametri fissati”.

 

 Claudia Failli 
Claudia FailliValdarnese di nascita e aretina di adozione. Cittadina del mondo grazie al web (cit.). Appassionata di fotografia, video e social network. Il mondo lo guardo da un oblò ma non mi annoio nemmeno un po'.
Altre dall'autore »
blog comments powered by Disqus