Bando aree degradate. Ghinelli: “Fiducia a Tiziana Nisini, incontreremo rappresentanti del Ministero”

A settembre, l’11, prima della discussione alla Camera dell’emendamento, il sindaco Ghinelli si recherà a Roma per un incontro dove rappresenterà a chi di dovere le proprie ragione e le proprie progettualità.

Claudia Failli
Claudia Failli
Invia per email  |  Stampa  |   9 agosto 2018 21:20  |  Pubblicato in Politica, Arezzo

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Le deleghe dell’assessore Nisini non si toccano.
E’ lei rimane un membro della giunta del Comune di Arezzo.
 Il sindaco Alessandro Ghinelli su questo punto non cede di un passo e conferma la propria fiducia alla senatrice della Lega Nord rea, a detta del Partito Democratico cittadino, di aver votato favorevolmente all’emendamento del Milleproroghe con il quale vengono congelati i fondi per il bando periferie.

La vicenda, quella legata al voto del Senato, è ormai nota ed ha avuto come reazione quella di sollevare gli animi di tutti e 96 i Comuni che non vedranno un centesimo fino al 2020.
E così a 48 ore di distanza dal voto del Senato della Repubblica ecco che la questione arriva anche nell’aula del consiglio comunale di Arezzo.

Sono stati i consiglieri Matteo Bracciali (Pd) e Angelo Rossi (Gruppo Misto) a presentare delle interrogazioni specifiche sull’argomento.
Entrambi, oltre a manifestare tutta la propria preoccupazione, hanno chiesto cosa intende fare il sindaco per cercare di risolvere la questione.

“Le azioni che mi vengono chieste sono già in atto, salvo una – spiega il sindaco Alessandro Ghinelli – Innanzitutto un’azione di moral suasion sui parlamentari del territorio e a seguire ogni azione utile a recuperare le risorse. Non c’è dubbio che quando ho firmato la convenzione nello scorso anno con il Segretario generale alla Presidenza del Consiglio credevo di avere acquisito un diritto di spesa per quei 17 milioni di euro. Contando sulla erogazione delle risorse, l’amministrazione ha subito cominciato a fare progetti, impegnare personale e anticipare fondi di bilancio per arrivare alle scadenze della convenzione preparati e in grado di ottemperare a ogni sua previsione. Dunque, come vicepresidente di Anci regionale, ho sottoscritto la petizione da rivolgere ai deputati perché in seconda lettura alla Camera possano essere cambiati i termini dell’emendamento approvato al Senato. Ma ho fatto di più: ho cercato di capire se ci sono effetti civili derivanti dalla firma della convezione e quali atti conseguenziali sia possibile espletare, in sostanza come chiedere eventualmente al Segretario generale della Presidenza del Consiglio i 17 milioni di euro. Quel funzionario dello Stato dovrà rispondere civilmente del perché ha sottoscritto la convenzione. A queste risorse il Comune di Arezzo ha diritto. Non ritirerò le deleghe all’assessore Nisini per due motivi: primo perché non ho motivo di lamentarmi del lavoro che svolge, poi il suo voto non è stato certamente decisivo per tale determinazione, visto che è stato adottato all’unanimità. Non credo si debba affrontare la questione con un ritiro di deleghe, anche perché il caso aretino è particolare: l’amministrazione ha infatti lavorato virtuosamente da subito, prima che i finanziamenti pervenissero, abbiamo preso sul serio le scadenze. E i primi di settembre ottenuto un incontro per fare capire a Roma queste nostre ragioni”.”.

Sulla stessa questione è poi intervenuta anche l’assessore Tiziana Nisini.



“Vorrei fare un po’ di chiarezza sulla questione. Il governo Renzi-Gentiloni ha promesso soldi che non poteva spendere. A dirlo è una sentenza della Corte Costituzionale, la 74 del 2018, che dichiara la incostituzionalità dei fondi per la seconda parte dei Comuni finanziati, tra cui Arezzo. Quindi, i primi sono stati finanziati regolarmente, quelli del secondo giro, no. Si stanno valutando quei Comuni che hanno situazioni particolari, con lavori già avviati, tra cui Arezzo. È stata un’operazione spot del Pd prima delle elezioni. Che questa strada fosse l’unica percorribile è confermata dal fatto che tutte le forze politiche presenti in Senato hanno votato all’unanimità, compreso il Pd perché era consapevole che questi fondi non erano disponibili. L’efficacia delle convenzioni concluse è differita nel 2020, ferma restando la dotazione complessiva loro assegnata. Il Governo ha liberato risorse dando ossigeno agli enti locali che ora possono utilizzare l’avanzo di bilancio. Arezzo è un caso particolare perché di fatto è il primo degli esclusi. L’ultimo degli assegnatari del bando, la città metropolitana di Bologna, ha ottenuto due punti in più rispetto ad Arezzo. Questo significa che il materiale presentato dall’amministrazione aretina ha valore ed è di pregio. Però al momento i fondi non ci sono si dovrà attendere sino al 2020 necessariamente”.

Ma nel frattempo a settembre, l’11, prima della discussione alla Camera dell’emendamento, il sindaco Ghinelli si recherà a Roma per un incontro dove rappresenterà a chi di dovere le proprie ragione e le proprie progettualità.


Le interrogazioni di Matteo Bracciali e Angelo Rossi

Matteo Bracciali ha fatto seguito alla conferenza stampa del gruppo consiliare del partito democratico e ha sottoposto al sindaco la “questione del destino dei fondi derivanti dal bando per la riqualificazione delle periferie urbane. Fondi per opere strategiche che tutta la città aspetta. Un emendamento del Senato ha tolto efficacia alle convenzioni che erano state firmate tra Governo e amministrazioni locali. La scelta del governo Lega-Movimento 5 Stelle è pura miopia. Il sindaco, comprendendo la natura strategica di queste risorse, deve sostenere la scelta di Anci Toscana e Anci nazionale per mantenerle nella disponibilità degli enti locali. Attivandosi con i deputati eletti nei collegi aretini affinché il mille-proroghe sia modificato alla Camera. La questione politica è poi quella del voto dell’assessore Tiziana Nisini in Senato, favorevole all’emendamento che ha rimesso in discussione i fondi per Arezzo. Altro che valore aggiunto per l’amministrazione. L’incompatibilità politica di Tiziana Nisini tra il ruolo di senatore e ruolo di assessore è evidente. Le sue deleghe dovrebbero essere ritirate, come atto di coerenza”.

Anche Angelo Rossi ha presentato un’interrogazione sul tema: “sta arrivando un meteorite sul piano triennale delle opere pubbliche che finirà azzerato completamente. È una cosa di gravità assoluta. Si priva Arezzo di opere fondamentali e chi ci nega questa possibilità si prende una responsabilità politica grave dinanzi al territorio. Questo emendamento lo ha votato anche il partito democratico in Senato. L’11 settembre il passaggio alla Camera sarà fondamentale per cui chiedo al sindaco che relazioni in Consiglio Comunale sulle conseguenze del decreto mille-proroghe. In previsione di quella data quali sono le misure che il sindaco intende prendere per tutelare gli interessi di Arezzo”.

 Claudia Failli 
Claudia FailliValdarnese di nascita e aretina di adozione. Cittadina del mondo grazie al web (cit.). Appassionata di fotografia, video e social network. Il mondo lo guardo da un oblò ma non mi annoio nemmeno un po'.
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