Caso Arezzo Fiere, Ghinelli tuona in consiglio: "Per l'Imu non pagata ho chiesto in cambio l'auditorium"

Il primo cittadino, critica l'operato del management anche rispetto al coinvolgimento delle istituzioni locali, dei soci dell'ente, sul cambio date di Oro Arezzo, sulla condizione economico finanziaria. Le dichiarazioni arrivano in risposta a interrogazioni di Paolo Lepri e Francesco Romizi.

Le nuove date di Oro Arezzo 2019, la gestione di Arezzo Fiere, i rapporti con il nuovo management, il credito fiscale per l'Imu non versata. Temi importante e strategici per la città e l'economia sono stati al centro del consiglio comunale di oggi dove hanno preso la parola sia il sindaco Ghinelli che l'assessore alle partecipate Alberto Merelli sollecitati dalle interrogazioni di Paolo Lepri del Movimento Cinque Stelle e Francesco Romizi di Arezzo in Comune.

Il primo ha posto la questione dello spostamento di date: "Che fine farà Oro Arezzo 2019? ha chiesto Lepri - La data prospettata di aprile prossimo è ritenuta congrua al rilancio della manifestazione e delle imprese orafe aretine?"

Il sindaco Alessandro Ghinelli ha risposto per le rime:

“il Comune di Arezzo non è stato informato e coinvolto nell'evento e nella sua organizzazione, ma sono certo che nella stessa condizione di 'ignoranza' si trovino Provincia, Camera di Commercio, Regione. E questo è un atteggiamento, da parte del management, non accettabile. Più in generale possiamo dire che l'intera struttura non dimostra l'efficienza che ci aspettavamo. Fin dal 2015 avevo sollevato la questione, creando un certo scalpore, poi negli anni a seguire ho mantenuto un profilo discreto registrando tuttavia che le condizioni di Arezzo Fiere sono andate peggiorando."

Una stoccata non di poco conto, ma non finisce qui perché Ghinelli racconta di aver recentemente scritto una missiva alla Regione Toscana per cercare di trovare una soluzione.

"In passato, la Regione è stata un interlocutore che ha riconosciuto come i Comuni e i territori, che sono i primi beneficiari dell'attività degli enti fieristici, devono guidarne le scelte. Adesso qualcosa sta cambiando: registriamo novità sulla presidenza della provincia, sulla camera di commercio ed è intervenuta una sentenza della Corte di Cassazione che consolida il credito vantato dal Comune sull'Imu non versata. Proprio in relazione a quest'ultimo aspetto, il fatto di essere creditori dell'ente fieristico non ci consente di trasferire beni allo stesso, e penso all'area dell'ex campo scuola dove dovrebbe sorgere un ampio parcheggio di pertinenza di Arezzo Fiere e Congressi. Ho fatto una proposta: di procedere con l'acquisizione dell'auditorium esistente a scomputo del nostro credito fiscale. Vediamo se portiamo in fondo questa operazione, dopo di che potremo gestire l'auditorium secondo criteri di efficienza e con destinazioni adeguate, procedere con l'ex campo scuola e il parcheggio e non dimentichiamo che vicino sorge l'area ex Lebole che ci auguriamo partirà a breve con possibilità di connessioni viarie e ulteriori aree di sosta per il rilancio generale dell'area”.

Francesco Romizi ancora su Arezzo Fiere e Congressi:

“Dai dati riportati nel suo bilancio, si evince una situazione preoccupante. Chiedo perciò il parere del sindaco sulla situazione economica dell'ente fieristico. Non è il caso di invitare i membri del cda a un incontro pubblico con il Consiglio Comunale? Possiamo vedere la copia originale del contratto fra Arezzo Fiere e Ieg”?

Ma il contratto a quanto pare, nei suoi dettagli, è rimasto nascosto per un po' di tempo fino a che il segretario generale della Provincia non ha fatto accesso agli atti.

“La reale consistenza di quel contratto – ha specificato il sindaco Alessandro Ghinelli – non era nota ad alcuna amministrazione pubblica fin quando il segretario  generale della provincia, alcuni mesi fa, ha chiesto e ottenuto accesso agli atti. Questo per dire in quale situazione ha dovuto pronunciarsi il Consiglio Comunale, tuttavia devo dire che rispetto a questa mancanza di consapevolezza l'unico socio di Arezzo Fiere e Congressi che ha adottato correttamente una delibera, grazie anche all'ottima istruttoria del funzionario, purtroppo scomparso, Giuseppe Bassi, è proprio il Comune di Arezzo che all'epoca approvò il contratto e quello che si porta dietro ma con stringenti vincoli e condizioni poi non rispettate. Conseguentemente, non abbiamo votato il trasferimento delle fiere orafe a favore di Ieg”.

Ha preso parola anche l’assessore Alberto Merelli:

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“Il Comune di Arezzo ha solo la partecipazione di poco più del 10% in Arezzo Fiere e Congressi ma è evidente che la ricaduta e l'impatto economico dell'ente fieristico sul territorio resta strategico. Abbiamo sempre avuto nel cda una posizione critica nei confronti della gestione attuale. Non ho mai espresso voto favorevole ad alcuna deliberazione, in particolare quelle sui bilanci di esercizio. Principalmente perché i bilanci che ci vengono sottoposti non garantiscono sufficientemente lo sviluppo economico della società. In secondo luogo c'è un motivo più tecnico: non vi sono mai stati presenti i valori corrispondenti registrati nei bilanci del Comune. Mi riferisco a Ici prima e Imu dopo, con un contenzioso che noi consideriamo definitivo a pieno titolo. Mentre per il Comune esiste un credito quasi certo, nel bilancio di Arezzo Fiere gli accantonamenti non risultano mai sufficienti”.

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