Al voto il 4 marzo con il Rosatellum: sì alle coalizioni, no al voto disgiunto. Come si vota e chi viene eletto

Al voto il 4 marzo con il Rosatellum: sì alle coalizioni, no al voto disgiunto. Come si vota e chi viene eletto

Enrica Cherici
Enrica Cherici
Invia per email  |  Stampa  |   4 gennaio 2018 18:20  |  Pubblicato in Politica, Valtiberina, Valdichiana, Valdarno, Casentino, Arezzo

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Il Rosatellum è la legge elettorale con la quale si andrà a votare il 4 marzo prossime per le politiche che dovranno consegnare un nuovo parlamento all’Italia e di conseguenza un presidente del consiglio con la sua squadra di governo. La legge è mista, proporzionale e maggioritaria.

I 630 seggi della Camera dei deputati vengono assegnati in base alla loro ripartizione tra le liste su base nazionale. Un terzo di essi, pari a 232, in collegi uninominali, 386 invece con i 65 collegi plurinominali, 12 ancora nella circoscrizione estero.

I 315 seggi del Senato vengono eletti su base regionale. Un terzo (116) tramite i collegi uninominali, 193 con collegi plurinominali e 6 nella circoscrizione estero.

Partiti e partitini sono in fervido movimento, ci sono calcoli di opportunità politica in corso, meglio da soli o in coalizione? E dove piazzare quel nome di punta, di modo che venga eletto sicuramente? Il quadro politico e partitico non è ancora affatto chiaro, soprattutto sul tema delle coalizioni, soprattutto perché, se nel maggioritario c’è un solo candidato per coalizione ed è eletto il più votato, nel proporzionale ci sono da fare i dovuti conti in base alla doppia soglia di sbarramento: il 3% calcolato su base nazionale per la lista che corre da sola, sia alla Camera che al Senato, il 10% per le coalizioni, all’interno delle quali almeno una lista deve aver superato il 3%.  Mentre il Senato è eletto su base regionale, alla Camera la ripartizione dei seggi tra le liste avviene su base nazionale.

I collegi plurinominali possono eleggere massimo 8 deputati e non ci sono preferenze possibili da esprimere perché le liste sono bloccate.

Ma come si vota?

All’elettore verranno consegnate due schede, una per la Camera e una per il Senato. I voti validi da esprimere sono di tre tipi:

  • tracciando un segno sul nome del candidato all’uninominale, nel caso sia sostenuto da una sola lista il voto va automaticamente anche alla lista, se invece è sostenuto da più liste in coalizione, il voto viene distribuito tra le liste in proporzione ai risultati in quella circoscrizione elettorale.
  • Tracciando un segno su una lista, prende il voto anche il candidato collegato per la quota uninominale
  • Sarà considerato voto valido anche se viene tracciato un doppio segno sia il candidato all’uninominale che sulla lista a lui collegata.

Non sarà possibile invece effettuare il voto disgiunto tipico delle elezioni amministrative locali. In quel caso la scheda sarà annullata.

E il Rosatellum porta con sé anche lavoro aggiuntivo per gli scrutatori in servizio per le elezioni. Il 4 marzo verrà varata anche la scheda anti frode che serve per contrastare il voto di scambio. Ogni scheda consegnata avrà un numero unico identificativo che sarà appuntato dallo scrutatore al momento della consegna all’elettore, dopo aver espletato il voto, lo scrutatore riceverà indietro la scheda, controllerà la corrispondenza del numero e poi lo staccherà, lo immetterà così nelle urne, mantenendola comunque anonima e non tracciabile.

 Enrica Cherici 
Enrica ChericiAretina D.o.c.g., giornalista con la passione amaranto. Mamma consapevole, moglie.
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