Mercato dell'auto: a marzo immatricolazioni scese dell'85,4%

Cosa dicono i numeri anche per il futuro

Pochi giorni fa ho sentito il dovere di analizzare il difficile momenti che stanno vivendo, tra le vaire categoria, i concessionari. L’esigenza di dover sostenere da parte del Governo con interventi economici robusti e straordinari il mercato dell’auto, perché da questo comparto dipende il futuro di una parte importante della nostra economia.

Come volevasi dimostrare la chiusura della rete di vendita dei concessionari e dell’indotto connesso, con il blocco della mobilità delle persone hanno prodotto la tempesta perfetta facendo registrare nel mese di marzo da poco concluso un meno 85,4% di vendite solo in Italia. In pratica un tracollo. Il dato è chiarissimo, le immatricolazioni di gennaio-marzo 2020 sono state 347.193 autovetture, che se confrontato con il dato del periodo gennaio-marzo 2019, con 538.067 immatricolazioni, rappresenta la drammaticità del momento che stiamo vivendo.

Che fine faranno i concessionari?

Il resto dell’Europa non se la passa meglio. Tutta colpa del Coronavirus e della crisi economica epocale che si sta profilando all’orizzonte. Nella realtà il mercato delle vendite del nuovo (ma anche l’usato non da segni confortanti) è stato quasi azzerato. Occorre una manovra d’emergenza. C’è bisogno di un intervento rapido e sostanzioso da parte del Governo e dell’UE (se vorrà) perché la situazione rischia di precipitare. D’altra parte concessionarie d’auto a parte, fra officine meccaniche, carrozzieri, elettrauto, gommisti, magazzini ricambi, distributori di benzina e derivati, imposte e tasse sull’auto, il peso sul PIL, e le entrate fiscali che generano la vendita, l’assistenza e la gestione degli autoveicoli, giustificano ampiamente a mio parere un immediato sostegno con misure economiche straordinarie.

E’ necessario rilanciare le vendite ed i consumi mediante il ricorso a campagne di rottamazione in grado di favorire l’acquisto non solo di vetture nuove, ma anche km0 e usato almeno Euro5, senza distinzione di alimentazione. Occorre limitare la tassazione sulle auto anche abolendo il “bollo”, operazione della quale ogni Governo appena costituito si fa portavoce e promotore, salvo poi rimettere il progetto nel cassetto e non farne di nulla. Occorre abolire l’inutile balzello del “superbollo” anche sulle auto usate perché consentirebbe di dare fiato al mercato delle “supercar” con qualche anno di età sulle spalle che hanno invece un notevole mercato di appassionati in grado di favorirne il commercio. E’ il tempo delle scelte coraggiose. Le chiacchiere sono finite e se non verranno adottate le giuste strategie a sostegno delle imprese molte aziende saranno costrette ad alzare bandiera bianca con buona pace dei posti di lavoro.

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