Arezzo - Commenti e quotidianitĂ
Lavori via Masaccio e via Vittorio Veneto: sospesi temporaneamente i divieti per lo spazzamento
Lo spazzamento meccanizzato di Saione viene temporaneamente interrotto
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Chiusi, nuova condotta idrica a Montallese
I tecnici di Nuove Acque saranno al lavoro, venerdì 10 settembre, a Montallese, frazione del Comune di Chiusi in provincia di Siena.
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Festa del Fungo: attenzione al traffico e alla sosta a Palazzo del Pero
La tradizionale “Festa del Fungo”, giunta alla 24° edizione, comporterà alcune modifiche alla circolazione nella frazione di Palazzo del Pero dalle 20 all’una del giorno successivo nei giorni 9, 10, 11 settembre e dalle 11 di domenica 12 all’una del 13 settembre.
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“In punta di fioretto”
L’evoluzione politica degli ultimi cinque anni hanno fatto vedere un Sindaco molto più bravo a fare politica che ad amministrare una città e sinceramente oggi sembra essere l’unico reale candidato a succedere a se stesso.
Sulle Ali della morte
Freiheit sapeva ascoltare la voce del vento e il cielo era la sua casa.
Ogni mattina, quando appena il sole aveva fatto capolino oltre i
monti, il suo corpo si impregnava dell'umore acre della rugiada,
mentre le ali lo portavano sempre piĂą in alto.
E tra gli alberi aveva i suoi amici, liberi come lui.
La sua voce era una melodia che nessun compositore umano avrebbe mai
realizzato e avvolgeva gli anfratti del bosco come in un abbraccio.
Poco sapeva degli uomini, strane creature che si aggiravano nel suo
territorio e che, spesso, illuminavano le ombre con lampi di terrore.
E un giorno egli vide la morte con gli occhi, un attimo prima che la
sua anima, sempre negata da clericali conformisti, si fondesse con
l'Eterno Splendore che Avvolge Tutte le Cose.
La sua morte indossava le vesti di un proiettile.
Era un giorno di settembre di un anno qualsiasi, e Freiheit era morto.
Era il primo, durante quella stagione venatoria, ad aver raggiunto la
propria assoluta libertĂ in una dimensione eterea.
Diana, dea della caccia, era tornata direttamente dai miti
dell'antichitĂ per fare strage di vite, nei panni di un uomo.
Ogni mattina, quando appena il sole aveva fatto capolino oltre i
monti, il suo corpo si impregnava dell'umore acre della rugiada,
mentre le ali lo portavano sempre piĂą in alto.
E tra gli alberi aveva i suoi amici, liberi come lui.
La sua voce era una melodia che nessun compositore umano avrebbe mai
realizzato e avvolgeva gli anfratti del bosco come in un abbraccio.
Poco sapeva degli uomini, strane creature che si aggiravano nel suo
territorio e che, spesso, illuminavano le ombre con lampi di terrore.
E un giorno egli vide la morte con gli occhi, un attimo prima che la
sua anima, sempre negata da clericali conformisti, si fondesse con
l'Eterno Splendore che Avvolge Tutte le Cose.
La sua morte indossava le vesti di un proiettile.
Era un giorno di settembre di un anno qualsiasi, e Freiheit era morto.
Era il primo, durante quella stagione venatoria, ad aver raggiunto la
propria assoluta libertĂ in una dimensione eterea.
Diana, dea della caccia, era tornata direttamente dai miti
dell'antichitĂ per fare strage di vite, nei panni di un uomo.
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