Mutatis mutandis, la facilità con cui poter rispondere all’articolo è ancora più disarmante, specie per chi, come noi, è abituato a fare cultura in modo onesto e senza steccati ideologici.
Gli estensori affermano che per loro Marcello Dell'Utri è "incontrovertibilmente" mafioso fino a quando una sentenza di appello dimostri il contrario. Peccato che la Costituzione affermi l'esatto contrario, ovvero che un uomo è innocente fino a sentenza definitiva. E questo perché i giudici sbagliano. Lo sanno bene i vari Tortora, Mannino, Andreotti, e tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita (e carriera politica) sotto accuse infamanti per essere poi assolti con sentenza passata in giudicato. Ci rende perplessi il fatto che partiti che annoverano tra le proprie fila grandi nomi del garantismo, alla prova dei fatti si dimentichino perfino l'abc della Costituzione.
Ma si sa: per alcuni giovani robespierre i principi costituzionali sono sacri solo se invocati a propria difesa; per gli altri, invece, semplicemente, non valgono.
Ma non temano, gli amici della sinistra. Nessuno di noi ha intenzione di minacciare né la loro verginità politica e giudiziaria, né la loro eccezionale superiorità morale, storica e culturale.
Il nostro giudizio su Benito Mussolini ed il fascismo, d'altronde, è quello della tradizione liberale: quella tradizione contro cui proprio fascismo e nazismo sono nati e cresciuti, a propria volta parto infelice e distorto della tradizione socialista.
Parlare di storia a noi non ci spaventa. Lo abbiamo sempre fatto, ascoltando tutti, con serenità . Perché cultura è soprattutto saper ascoltare, con mente aperta, senza pregiudizi.
Viceversa, ci spaventano i tabù, i diktat, gli additamenti, le urla fanatiche e forcaiole, perché sono espressione di quella stessa barbarie nazifascista di cui parlate, una barbarie che si nutre di odio e non di libertà .
La cultura è patrimonio di tutti, compresi gli incolpevoli eredi di chi è morto stando dalla parte del torto. Sarebbe bello che tutto questo, un giorno, possa essere affrontato con quella dialettica "democratica" che così frequentemente auspicate nel dibattito politico e culturale.
Un caro saluto.






Commenti
e' proprio vero l'italia e' un paese strano....pensa tu se, in germania, un esponente del partito di governo...che ne so un fondatore del partito di angela m. ..fosse intenzionato a leggere in un incontro pubblico degli scritti di adolf h......!!
Infatti, a Berlino, di fronte al museo dedicato alle vittime del nazismo, c'è quello sulle innovazioni tecnologiche del Terzo Reich, con tanto di armi. E di Mein Kampf si parla altrettanto "liberamente", in luoghi pubblici e perfino nelle scuole, perché, seppur orribile delirante, è sempre parte della storia, anzi di una storia che non dovrà mai ripertersi.
Allora, "liberamente", chi è libero, e chi no?
...mi sembra che anche qui si parli liberamente...e poi c'e' predappio, c'e in un liceo cittadino una targa ad un pilota di aereo che aiutava franco nelle stragi di civili spagnoli....
rileggi, caro efemef, quello che ho scritto please (scusa se ho adoperato la lingua della perfida albione..)
Dimenticavo che Andreotti, a differenza di quello sostenuto nell'articolo, è stato riconosciuto colpevole delle accuse per "concorso esterno in associazione mafiosa" fino al 1980. Reato però estinto per prescrizione.
Accostare quindi Andreotti a Mannino (assolto) e Tortora (assolto) è errato.
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