Martedì, 7 Settembre 2010

AttualitĂ  Varie Confesercenti: inesigibili le richieste del consorzio fonografici

Confesercenti: inesigibili le richieste del consorzio fonografici

E-mail Stampa PDF
Stefano Micheli
Micheli: “Arbitraria la richiesta a ristoranti, bar e attività commerciali” Indebite pressioni su ristoranti, bar e attività commerciali, per imporre un “balzello” legato all’uso della musica nelle proprie attività.
Sono sempre piĂą numerose le telefonate ricevute da bar, ristoranti, alberghi, ma anche negozi di abbigliamento aretini con le quali si rivendicando supposti crediti, applicando somme e interessi e oneri a favore di un consorzio di fonografici (SCF). In alcuni casi gli operatori hanno ricevuto anche lettere con minaccia di ricorrere a vie legali,
Confesercenti ha già provveduto a diffidare tale consorzio ed ancora oggi continua a ribadire l’inesigibilità  di tale “balzello”. Confesercenti invita tutti gli operatori a respingere queste  indebite pressioni e a rinviarle al mittente.
“Scf vanta di aver stipulato  – dichiara Stefano Micheli responsabile dei pubblici esercizi aderenti a Confesercenti –  convenzioni con le associazioni di categoria. E da questo sembra trarre la legittimità a pretendere il pagamento delle somme richieste”.
“Come Confesercenti contestiamo - prosegue Micheli – la legittimità dell’imposta perciò la possibilità che Scf la possa pretendere”.
“Certamente – aggiunge il responsabile di Confesercenti – non la può pretendere dai soci Confesercenti in quanto l’associazione non ha sottoscritto alcun accordo con Scf. Perché non la può pretendere? La società dei fonografici ritiene di trarre la legittimità del pagamento in un provvedimento, contestato, e che ad oggi manca ancora di un regolamento attuativo che ad esempio stabilisca l’entità dell’equo compenso. E proprio per il fatto che non esiste un regolamento, a parere dei legali di Confesercenti, non esiste la legittimità di Scf a pretendere quanto chiede”.
“Confesercenti contesta e contesterà in futuro - conclude Stefano Micheli – anche presso le sedi del Governo, qualsiasi provvedimento che legittimi un ulteriore prelievo che si aggiunga a quello che gli esercizi già versano alla Siae. Tra l’altro tra le voci di spesa  l’Scf indica 20 euro per un sopralluogo in molti casi fantasma. Chi li ha visti! L’invito per i pubblici esercizi in caso ricevano ancora richieste del genere, è quello di contattare Confesercenti”.
Per informazioni: Confesercenti, Via Fiorentina, 240 - tel. 0575.984312

Commenti





Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Fai Login oppure Registrati.

Commenti ritenuti offensivi o scritti in maiuscolo verranno eliminati.
Non possiamo accettare commenti in coda ai comunicati pubblicati negli spazi autogestiti. Qualsiasi intervento potrĂ  comunque essere ospitato nella sezione "La Posta"