Oggi

Giovedì, 17 maggio 2012


img-vallate Casentino Valdarno Valtiberina Arezzo Valdichiana
Sei in:  Inchieste Cronache dal Giglio, i tre fratelli di Arezzo che combattono l'emergenza
25 Gen 2012
Ore 18:25

Cronache dal Giglio, i tre fratelli di Arezzo che combattono l'emergenza

Vota questo articolo
(0 Voti)
concordia6Una pennellata rapida, uno sguardo oltre il cavalletto. A qualche centinaio di metri c'è il soggetto, il pachiderma bianco e azzurro, ferito a morte. Dopo le migliaia di scatti fotografici che hanno già fatto il giro del pianeta, il pittore fiorentino Antonino Taravella – tra le rocce gigliesi - immortala la Costa Concordia sulla tela.

L'immagine ripetuta diventa icona: ingrandita, replicata, stampata, vista e rivista. Toglie senso, schiaccia su un foglio la tragedia, anestetizza, annulla tempi e distanze. Ma quando dal piccolo traghetto Toremar, che ci porta dall'Argentario a Giglio Porto, il bianco dello scafo semi affondato comincia a intravedersi, l'immagine riacquista il significato. C'è il qui e l'ora, ci sono le forme che si ingrandiscono. Il mare, la brezza, gli spruzzi: tutto toglie il torpore, la crescente montagna di lamiere è lì, rompe il cuore e afferra lo stomaco.

Ci vuole un po', messo a terra il piede, per abituarsi. Tutti vanno di fretta. E' un giorno di metà settimana, i turisti del macabro non ci sono, ma l'isola vista dall'alto potrebbe essere comunque un formicaio. L'esercito dei soccorritori che danno ordini, eseguono, controllano. L'esercito, altrettanto nutrito, dei giornalisti. E poi i gigliesi, che di questi tempi non avevano mai visto tanta gente sulla loro isoletta.

 Davanti alle tende del campo base di Giglio Porto c'è Massimo, fa il vigile del fuoco. Ormai da qualche giorno staziona al Giglio. "E non ne posso più". Sorride, ma il lavoro è duro. Lontano da moglie e figli, dorme dentro un camper con altre 5 persone, su una branda. Massimo Cioni è uno dei tanti aretini che qui si sono alternati. Quattro, sei, anche nove unità al giorno, tra logistica e Saf, il nucleo speleologico-alpino-fluviale che va dentro alla nave per cercare di recuperare i corpi. Si alternano, fanno turni da 24 ore, stanno qualche giorno e poi possono tornare. "Sette euro l'ora in più, anche per chi va dentro la nave", non dice "a rischiare la vita" ma si capisce. Il confine tra lavoro e missione sfuma.

Non è l'unico "in missione" della famiglia. "E' appena andato via mio fratello Fabio – racconta – era al campo base fino a due  giorni fa. E poi c'è il fratello più piccolo, Marco, che guida l'elicottero. Anche lui è qui". Una passione che si tramanda da generazioni quella per i Vigili del fuoco. "Eh, sì, anche mio padre lo era. E così mio nonno". Tutti sempre in prima linea, che ci sia da aprire un appartamento, da spegnere un focolaio, da prestare aiuto sulle strade. O da partire se c'è un'emergenza. Massimo è già stato a L'Aquila, ad Aulla, ora è il turno del Giglio.
"Io mi occupo di logistica qui al campo – dice – aldilà dei disagi, pericoli non ce ne sono. Ma sulla nave, specialmente di notte, la situazione cambia. L'inclinazione, le possibilità di scivolare. Le ricerche sono 24 ore su 24. L'altra notte è stato dato l'allarme che la nave si stava muovendo: i miei colleghi, anche qualcuno di Arezzo, sono dovuti uscire. E non è facile farlo velocemente".

Passano carabinieri, uomini della Finanza e della Guardia costiera, militari dell'esercito e della Marina, poliziotti. Tra tende, camper e furgoni il via vai al "campo base" è continuo.  Parte del paese è off limits. Qualche militare si avvicina mentre parliamo. "Sono un po' sospettosi, purtroppo ogni cosa accade qui si amplifica. Un ragazzo che si è fatto male, ma per affari suoi, è diventato il 'soccorritore ferito'", continua Massimo. In lontananza si scorge una piccola imbarcazione carica di rifiuti. Sedie rotte, mobili, tavolini. Chiedo cosa sia. "Hanno fatto saltare il boccaporto della Concordia – spiega Massimo – per far uscire più roba possibile. Quello è un carico. La speranza è quella di trovare anche dei corpi, per restituirli ai familiari". Il tempo è clemente, si lavora bene e il tempo è scaduto. Qualche foto, un grazie e un enorme "in bocca al lupo".

Servirà fortuna per salvare ancora qualcosa dal disastro. Per evitare che la natura paghi un dazio troppo alto per una leggerezza umana. Formichine si muovono laboriose attorno alla Concordia, sabato inizieranno a pompare via l'enorme quantitativo di carburante. Qualche gigliese, dalle stradine di cemento che si arrampicano in alto, guarda quel mondo nervoso riversatosi all'improvviso sulla sua terra amata e protetta, il pittore fiorentino, la panca di legno con scritto "Costa Concordia" che è un'ospite sgradita sulla spiaggia. Guarda quell'enorme sbaglio bianco rovesciato nel mare azzurro.


  concordia3concordia4 vigile-del-fuoco-giglio
concordia1 concordia2 concordia5
Powered by Web Agency
Letto 1082 volte
Mattia Cialini

Nato il 21 aprile 1983 a Castiglione del Lago (Pg), è giornalista pubblicista dal gennaio 2005.
Ha lavorato al Corriere dell’Umbria (2002-2007),
Corriere di Arezzo (2007-2009),
Corriere di Maremma (2009-2010).
Ha collaborato con Radio Tiber Sound.
Lavora ad Arezzo Notizie dal marzo 2011.

Sito web: www.arezzonotizie.it
Devi effettuare il login per inviare commenti
Effettua il login