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18 Gen 2012
Ore 21:20

Arriva l'Ici sui pollai, la rivolta degli agricoltori aretini

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E venne il giorno di pagare anche l'Ici sui pollai. Non si chiamerà Ici, va bene, forse nemmeno Imu, ma farà parte dell'Imp, l'imposta municipale principale, che dovrebbe riguardare ogni tipo di immobile, dalla casa alle rimesse, passando per stalle, fienili, magazzini. E' quello che prevede il "decreto Salvaitalia" del Governo Monti.

Le associazioni di categoria del mondo agricolo sono in fibrillazione. Giorgio Del Pace, della Cia Arezzo, spiega: "tutti i sindaci del territorio sono stati pre-allertati, gli imprenditori agricoli chiedono un incontro". L'obiettivo è quello di evitare un salasso imprevisto e debilitante per numerose aziende già provate dalla crisi.

A livello regionale i presidenti di Cia Toscana (Giordano Pascucci), Coldiretti Toscana (Tullio Marcelli) e Confagricoltura Toscana (Giuseppe Bicocchi) si sono ritrovati stamattina a Firenze, a palazzo Strozzi Sacrati, per parlare con il presidente della Regione, Enrico Rossi, e l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori. Il presidente si è dimostrato sensibile nei confronti dell'allarme, annunciando che scriverà al Ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, e al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.

"Putroppo – spiega Del Pace – le proiezioni fatte nell'Aretino dimostrano come con l'introduzione dei nuovi parametri un'impresa agricola media andrebbe a pagare tasse dalle attuali poche decine di euro a un'Imu (o Imp) nell'ordine di migliaia di euro. Le imprese agricole, invece, andrebbero tutelate: spesso le aziende sono sovrastrutturate, con costruzioni inutilizzate; inoltre in questo settore i margini di guadagno sono davvero esigui".

"Crediamo – ha detto Rossi – che sia giusto, in un momento come questo, che ciascuno dia il suo contributo per fare uscire l'Italia dalla crisi. Pertanto l'Imu va pagata anche sulle case, i terreni e i fabbricati destinati all'agriturismo. Ci pare però che sia sbagliato e punitivo far pagare l'Imu sui cosidetti fabbricati strumentali, come i fienili, le rimesse, le cantine, le stalle e perfino i pollai in muratura. Questo significa colpire al cuore l'attività produttiva agricola, peraltro senza tenere conto del valore dell'agricoltura come presidio dell'ambiente e del paesaggio e come fattore attrattivo del turismo".

Di seguito un esempio di pagamento della nuova imposta formulato durante l'incontro in Regione. Secondo i calcoli che sono stati riferiti stamani, a titolo esemplificativo, un'azienda agricola che avesse 11 ettari a seminativi cerealicoli, 6 ettari a vigna, 3 ettari a oliveto e pascoli per 30 capi di bestiame, pagherebbe 400-500 euro per il magazzino, oltre 1600 euro per la cantina, circa 750 euro per la rimessa dei trattori, 900 euro per la stalla. Una stangata.
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Mattia Cialini

Nato il 21 aprile 1983 a Castiglione del Lago (Pg), è giornalista pubblicista dal gennaio 2005.
Ha lavorato al Corriere dell’Umbria (2002-2007),
Corriere di Arezzo (2007-2009),
Corriere di Maremma (2009-2010).
Ha collaborato con Radio Tiber Sound.
Lavora ad Arezzo Notizie dal marzo 2011.

Sito web: www.arezzonotizie.it
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