Arezzo sono cambiate profoe. Quale risposta può dare la politica aretina alla crisi attuale? Sarebbe innanzitutto opportuno che fossero reintrodotti elementi e contenuti di flessibilità nella strumentazione urbanistica comunale, Senza dimenticare che, più di ogni altro settore produttivo, l’edilizia è entrata in una pericolosa spirale recessiva per tanti motivi: dalle aziende orafe in precedenza acquirenti di immobili per investimento che oggi sono costrette, al contrario, a venderli, ai giovani che vivono in condizione di precarietà lavorativa e non sono dunque agevolati quando pensano di accedere al mercato immobiliare".
Secondo Scatizzi occorre "un piano urbanistico diverso. A tal fine la mia proposta è di attivare immediatamente una fase esplorativa che consenta a tutti di presentare i loro “desiderata” finalizzati a modificarlo in base alle loro esigenze, possibilità e necessità. Tali “desiderata” dovranno, a mio giudizio, prioritariamente avere per oggetto: aree interne ai centri abitati per consentire, dove possibile, piccoli ampliamenti nelle zone urbanizzate oltre alla ristrutturazione edilizia; aree interne o limitrofe alle zone produttive per lo sviluppo delle attività esistenti con incrementi di superficie e pertinenze superiori a quelle previste; consentire in zone agricole ampliamenti più consistenti; cambi d’uso e nuove attività in certe zone non più congelati fino alla redazione dei Piani Complessi di Intervento; ridurre l’eccessivo peso della perequazione e degli oneri. Credo che un apposito tavolo di concertazione con gli ordini professionali e le associazioni di categoria per apportare queste modifiche, oltre che favorire una più facile lettura del Regolamento Urbanistico e uno snellimento delle procedure e degli adempimenti burocratici, sia lo strumento da privilegiare. Una volta ottenute le proposte, facciamole confluire in una sorta di “maxi-emendamento”, una variante di carattere generale che una volta approvata sarà certamente di stimolo alla fiducia degli investitori e verrà incontro alle esigenze delle famiglie e delle imprese".
03
Feb
2012
Ore 10:58
Scatizzi (Nuovo Polo): "Serve un Regolamento Urbanistico diverso"
redazione
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