Il discorso di Renzi: Etruria, attacco alla Lega e migranti. Chi c’era del Pd. Fuori: il doppio cordone e le proteste

E’ arrivato intorno alle 21,15, da via Leone Leoni, sgombera dal pomeriggio. Ad attenderlo una cinquantina di manifestanti, relegati fuori dalla zona cuscinetto che, oltre a via Leoni, comprendeva anche un ampio cerchio attorno all’ingresso della Casa dell’Energia

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   11 settembre 2017 11:57  |  Pubblicato in Fotogallery, Arezzo

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E’ arrivato intorno alle 21,15, da via Leone Leoni, sgombera dal pomeriggio. Ad attenderlo una cinquantina di manifestanti, relegati fuori dalla zona cuscinetto che, oltre a via Leoni, comprendeva anche un ampio cerchio attorno all’ingresso della Casa dell’Energia.

Poi Matteo Renzi è entrato e ha parlato per circa un’ora e mezzo, dinanzi a quasi 300 persone, ammettendo l’errore sul salvataggio delle quattro banche tra cui Etruria: “Tra il 2012 e il 2013 si è scelto di cambiare le regole europee, si è imposto lo strumento del bail in, io penso che sia stato un errore. E quando si è deciso di partire, noi abbiamo fatto anche degli errori, noi abbiamo dato troppo spazio a Banca d’Italia, ma ci siamo posti un obiettivo, di salvare i correntisti, di salvare i dipendenti per quanto possibile e dare uno strumento agli obbligazionisti per recuperare almeno parzialmente i loro soldi”.


Renzi ha spaziato tra gli argomenti del suo ultimo libro, Avanti. Ha rivendicato la bontà del proprio operato da presidente del Consiglio e ha affrontato temi quali i migranti: “chi è che condivide la frase ‘aiutiamoli davvero a casa loro’?”, ha chiesto, riprendendo un passaggio del volume che dà una svolta alle politiche sull’immigrazione del Pd. Ha attaccato la Lega: “Mi tira in ballo un continuazione per la vicenda Etruria: restituiscano loro 48 milioni”, riferendosi alla maxi confisca di beni a seguito della condanna di Umberto Bossi.

 IL DISCORSO INTEGRALE

Presenti in prima fila i parlamentari Marco Donati e Donella Mattesini, Giuseppe Fanfani, presidente della prima commissione del Csm, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e la vice Lucia De Robertis, il segretario regionale del Pd Dario Parrini, quello comunale di Arezzo Alessandro Caneschi, il consigliere comunale di Arezzo Matteo Bracciali, i sindaci di Foiano Francesco Sonnati, di Cortona Francesca Basanieri, di Pergine Simona Neri, l’assessore comunale di Cortona Albano Ricci, l’ex assessore aretino Stefania Magi, l’ex consigliere regionale Enzo Brogi.

Fuori, a tenere a debita distanza i manifestanti (armati di trombette, fischietti e campanelle), c’era un doppio cordone di forze dell’ordine. Qualcuno tra i manifestanti che ha provato ad entrare è stato accompagnato all’uscita. Una signora, una degli azzerati che era riuscita ad entrare, è intervenuta interrompendo Renzi: “avete sacrificato centinaia di famiglie!”. Il segretario del Pd è riuscito a riprendere il discorso e successivamente la donna è stata portata fuori.

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