Dall'energia e al Medioevo. Studenti cortonesi alla scoperta di Chiusdino

Una giornata davvero speciale, tra energia, storia e cultura, che è stata il modo con cui Enel ha premiato la scuola per il risultato conseguito

Una giornata all’insegna dell’energia rinnovabile, ma anche della storia e della fantasia: è quella che hanno vissuto a Chiusdino, nella Val di Merse senese, gli alunni dell’Istituto comprensivo Cortona 2 – Scuola Primaria “Gino Bartali” frazione di Terontola.

I bambini della classe quinta, infatti, guidati dalla docente Alessandra Valdarnini, si sono aggiudicati il primo premio per la regione Toscana per la categoria “Primaria” della 15° edizione del “Play Energy Enel”, il concorso ludico didattico che il Gruppo Enel dedica alla scuola e alle nuove generazioni in Italia e nel mondo, grazie al progetto “Io non spreco”: nell’ambito delle attività laboratoriali, infatti, i piccoli studenti hanno riflettuto sulle questioni ambientali, dal risparmio energetico alla lotta agli sprechi fino alla raccolta differenziata, realizzando un piccolo libro che racconta la quotidianità di una famiglia che vive in uno stile “green” nonché un cortometraggio sugli sprechi di cibo e di energia e un raccoglitore di rifiuti che eroga caramelle in cambio di comportamenti corretti.

Chiusdino visita-2

Come premio, i bambini della scuola hanno potuto fare una visita alla centrale geotermica Enel Green Power di Chiusdino, che ha una potenza di 20 MW e che con una produzione di circa 150 milioni di KWh consente un risparmio di 32mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio). Il responsabile dell’Area Geotermica di ChiusdinoAlessandro Cardaioli ha illustrato il funzionamento dell’impianto e il modo in cui il calore contenuto nel cuore della terra permette di produrre energia pulita e rinnovabile e mette a disposizione calore utile per riscaldare utenze e attività artigianali, commerciali e agricole.

Dopo la visita alla centrale, gli studenti si sono trasferiti nel suggestivo complesso di San Galgano, un luogo magico ricco di indizi che rimandano alla saga di Re Artù: con l’attività didattica “La Spada nella roccia: San Galgano e l’eremo di Montesiepi” gli alunni hanno potuto approfondire i diversi aspetti legati al mondo medievale con un percorso tra leggenda e realtà iniziato con la visita all’Abbazia a cielo aperto per scoprire come si svolgeva la vita monastica, i suoi ritmi e le sue funzioni, con un focus anche sugli aspetti artistici dello stile gotico rapportandolo al romanico. Dopo la tappa dell’Abbazia, i bambini hanno fatto una breve passeggiata fino all’eremo di Montesiepi, andando con la mente al XII secolo per rivivere la leggenda che racconta di un cavaliere, Galgano, che rinunciò alle armi per diventare eremita: per suggellare questa scelta, conficcò la propria spada in una roccia che oggi è ancora lì, custodita da secoli a Montesiepi dove, a protezione della leggendaria spada, è stata eretta una chiesa a pianta circolare, sormontata da una grande cupola, abbellita dagli splendidi affreschi di Ambrogio Lorenzetti. Con questo viaggio nel passato, gli alunni hanno scoperto i dettagli storico artistici dell’eremo, nonché quelli più enigmatici e leggendari.

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