“Triangolo delle Bermude dell’anima – Invidia, Gelosia e Calunnia”

Domenica 1 settembre, alle ore 10:45, presso il castello di Borgo alla Collina, l’Accademia Casentinese invita Claudio Santori a tenere una conferenza sul tema “Triangolo delle Bermude dell’anima – Invidia, Gelosia e Calunnia”.

Claudio Santori è nato a Graffignano (VT) il 4 marzo 1944 e risiede ad Arezzo, via Crispi, 23. Si è laureato nel 1969 a Firenze in Lettere Classiche con una tesi sulla polifonia rinascimentale. Protagonista da oltre un trentennio della vita culturale aretina, è stato fra i fondatori della «Società Storica Aretina», dell’ Università dell’Età Libera “Enzo Ficai” e dell’Associazione degli Scrittori Aretini “Tagete”, nonché fondatore e primo presidente della «Società Filarmonica Guido Monaco”. È Presidente della Brigata degli Amici dei Monumenti. Consigliere di Amministrazione per un quinquennio della Fondazione “Guido d’Arezzo”, è attualmente Direttore Responsabile della rivista “Polifonie” della medesima per la diffusione e la valorizzazione della musica corale. Già collaboratore di Vittorio Vettori, è attualmente Vice Presid ente dell’Accademia Casentinese (Castello del Landino, Borgo alla Collina).

Collabora con riviste specializzate ed ha pubblicato numerosi volumi di critica letteraria e ricerca storico -musicologica.

Per l’editore Calosci di Cortona ha pubblicato la traduzione integrale dei frammenti di Empedocle, con introduzione e commento di Giovanni Gilardoni.

Per il teatro ha pubblicato due atti unici (La Congiura di Catilina e La scelta di Unamuno) e fatto rappresentare una sua traduzione delle Trachinie di Sofocle (Arezzo, Teatro Petrarca; regia di A. Bandecchi). Un suo carme in esametri è stato premiato con il Catullus Argentatusal Concorso di Poesia Latina dell’ «Accademia Catulliana» di Verona.

Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana, nel 2008 è stato creato da N.Sarkozy Cavaliere dell’ ordine francese delle Palmes Académiques.

Già Preside nei licei, è a riposo dal 2010.

Santori ci parlerà di questo triangolo infernale: gelosia e invidia come base e la calunnia come altezza. La gelosia si dichiara, l’invidia no. Perché la gelosia è amore, sebbene distorto: timore di perdere quello che si ha. L’invidia nasce dall’odio per chi ha quello che l’invidioso non ha: donde il guardare con “malocchio”. Ammettere la gelosia è ammettere di essere pronti a tutto per non perdere l’oggetto amato: anche a ucciderlo! Ammettere l’invidia sarebbe come dichiarare la propria inferiorità. La calunnia è il micidiale strumento col quale si può giungere alla tragedia che in qualche modo è l’«area» del triangolo infernale.

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