"Fuori tutti, tutti fuori” sul palco del Dovizi

Che cosa fa delle persone “una comunità”? Interessi e consuetudini comuni, scambio di opinioni, conoscenza delle esigenze e difficoltà dell’altro... il teatro, come la piazza, è luogo d’incontro privilegiato per questo. Ci si fa anche “politica” sulle tavole del palcoscenico: quella che ha a che fare con la polis, con gli uomini, con noi.

Torna al Teatro Dovizi nella sua terza edizione la rassegna di teatro sociale “Fuori tutti, tutti fuori”, a cura della Compagnia NATA.

Diverse saranno le compagnie coinvolte in questo progetto ambizioso: usare l'arte come strumento di inclusione sociale. Parlare del disagio (mentale, fisico, intellettivo o dovuto alla diversa provenienza geografica e culturale), confrontarsi con esso, creare spazi di condivisione tra chi lo vive o l'ha vissuto in prima persona, le famiglie e la comunità. Sensibilizzare rispetto alla “diversità”, evidenziarne gli stereotipi ma anche la condizione spesso di marginalità e solitudine. Innescare un processo che rendendo visibile ciò che spesso è invisibile, agisca nella comunità trasformandola.

Il primo appuntamento alle ore 21.30 con “Rabbie Mobili” spettacolo finale del progetto “Ladri di menti…ne” curato da Andrea Vitali e Cinzia Corazzesi di Nata Teatro, un laboratorio aperto e permanente, dalla frequentazione libera. Grazie al sostegno economico e logistico di Miniconf e delle associazioni Vivere Insieme Casentino e Tahomà, è stato possibile riunire sullo stesso palco i pazienti del Centro Diurno Franco Basaglia,  del Dipartimento di Salute Mentale di Bibbiena  con i migranti richiedenti asilo ospitati dall’associazione Tahomà per avviare un percorso nel quale ognuno potesse esprimersi liberamente condividendo le proprie storie al di là di qualunque barriera, geografica, mentale o culturale.

Il tema di lavoro del laboratorio “Ladri di menti…ne” di quest’anno è il ricordo: agli attori-drammaturghi è stato chiesto di ricordare un momento preciso della loro vita e scrivere una drammaturgia originale che viaggia su un doppio livello. Se da una parte il ricordo affiora dal passato registrato su una bobina, come nel “L’ultimo nastro di Krapp” di Samuel Beckett, dall’altra la sua narrazione procede nel presente, come se stesse accadendo in quel preciso momento.

Per info e prenotazioni 3791425201

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