Piccolo sguardi: I tre porcellini in scena a Capolona e a Rassina La carta di Lampedusa

Due nuove occasioni per il giovane pubblico delle scuole del Casentino di confrontarsi con il teatro, tra fiabe classiche e temi grande attualità.

Martedì 12 marzo alle ore 10:30, presso l’Auditorium di Capolona (AR), andrà in scena “I tre porcellini”, scritto e diretto da Tiziano Manzini, prodotto dalla compagnia Pandemonium Teatro.

Tre fratellini vivevano insieme, nel porcile di una fattoria. “Fammi entrare”. “Stringiti”. “Ahia, smettila di spingere”. “Ma sei ingrassato ancora”. “Fammi posto, dai tirati in là”. “Sei proprio grasso come un porco!”. “Senti chi parla, lo stinco di santo!”. Beh, c’era qualche problema di spazio. E lo spazio vitale per potersi esprimere! Seguiremo i nostri eroi nei loro tentativi di “metter su casa” e nella loro lotta contro la voglia violenta e irrefrenabile di cosciotti e zamponi di maiale del LUPO, l’eternamente affamato! Porcellini, porcelloni, case, casine, lupi, uomini-lupo, magari pirati. Per di più lui, il nostro lupo, è un appassionato di salumi, prosciutti e in genere della carne di maiale. Ma non è finita! Se il lupo è anche un appassionato del fai da te, gli piacciono gli imbonitori televisivi e ama canticchiare canzoncine per bambini, come andrà a finire la storia? Uno spettacolo in bilico fra gioco e narrazione, fra paura e ironia, fra solide pareti e fantasmatiche evocazioni.

Mercoledì 13 marzo ore 10:30, presso l’Auditorium di Rassina, sarà la volta invece de “La carta di Lampedusa”, di e con Lorenzo Bachini, Piero Cherici e Livio Valenti coprodotto da Nata Teatro e Diesis Teatrango,

Da un Il 3 ottobre 2013 a poche miglia del porto di Lampedusa, naufragò un’imbarcazione libica; l’imbarcazione trasportava centinaia di migranti e il suo affondamento provocò quasi 400 morti: una delle più gravi catastrofi marittime nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo. In seguito a questi tragici eventi, molte associazioni italiane ed europee iniziarono a mettersi in rete e a riflettere, in un percorso comune, sulla stesura di una carta che disegnasse “una nuova geografia politica, territoriale ed esistenziale”; uno strumento attraverso il quale la società civile, le reti e i movimenti dei migranti e coloro che cercano di tutelarne i diritti, potesse dare vita a una grande coalizione, per costringere la politica e le istituzioni a pensare a una nuova politica. Nasce così “La carta di Lampedusa”, uno spettacolo che racconta, attraverso canti, storie e testimonianze, i popoli migranti attraverso uno sguardo che parte dalla nostra storia passata per arrivare all’attualità. Dal viaggio, dallo spostarsi come necessità universale, al viaggio di “speranza” di chi si muove a causa di guerre, fame, persecuzioni, ricerca di condizioni economiche migliori. Dopo lo spettacolo, si svolgerà un incontro con alcuni richiedenti asilo e i mediatori culturali delle associazioni del territorio che si occupano di accoglienza.

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