I Negrita a Sanremo dopo 16 anni: parlano di migranti e attaccano i porti chiusi

Al via l'edizione 2019 della rassegna musicale italiana più celebre

Scatta Sanremo (5-9 febbraio 2019) e la compagine - direttamente o indirettamente - aretina sul palco quest'anno è davvero nutrita.

Tornano i Negrita, che all'Ariston non si vedevano dal 2003. Per loro, all'epoca, fu una partecipazione poco felice, finirono terz'ultimi e il brano Tonight non è più stato eseguito.

Stavolta la canzone, a cui ha collaborato un altro artista aretino, Lorenzo "Il Cile" Cilembrini, si chiama "I ragazzi stanno bene". Si parla anche di migranti e di porti chiusi. Ecco il testo:

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Tengo il passo sul mio tempo concentrato come un pugile
Sarà il peso del mio karma o la mia fortitudine
Con in mano una chitarra e un mazzo di fiori distorti
Per far pace con il mondo dei confini e passaporti
Dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto
Come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco
Dove camminiamo tutti con la testa ormai piegata
E le dita su uno schermo che ci riempie la giornata
Ma non mi va
Di raccogliere i miei anni dalla cenere
Voglio un sogno da sognare e voglio ridere
Non mi va
Non ho tempo per brillare voglio esplodere
Ché la vita è una poesia di storie uniche
E poi trovarsi qui sempre più confusi e soli
Tanto ormai non c’è più tempo che per essere crudeli
E intanto vai, vai che andiamo dentro queste notti di stelle
Con il cuore stretto in mano e con i tagli sulla pelle
Ma i ragazzi sono in strada, i ragazzi stanno bene
Non ascoltano i consigli e hanno il fuoco nelle vene
Scaleranno le montagne e ammireranno la pianura
Che cos’è la libertà? Io credo: è non aver più paura
Di piangere stasera, di sciuparvi l’atmosfera
E di somigliare a quelli come me
Non mi va…
Di lasciarmi abbandonare, di dovermi abituare
Di dovermi accontentare
Sopra di noi la gravità
Di un cielo che non ha pietà
Pezzi di vita che non vuoi perdere
Giorni di festa e altri da lacrime
Ma ho visto l’alba e mette i brividi, i brividi…

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Calcio in lutto, si è spento Giuseppe Rizza

  • Vasco Rossi incontra Scanzi e Mastandrea: "Saluti dall'Italia, quella bella"

  • Calciomercato dilettanti, la tabella dei trasferimenti

  • Sveglia prima dell'alba e naso all'insù: ecco come non perdersi la cometa Neowise

  • Coronavirus: 2 decessi, 1 nuovo caso, 3 guarigioni. Il quadro toscano

  • Coronavirus, in Toscana 19 nuovi contagi in un giorno: 11 appartengono ad un unico cluster

Torna su
ArezzoNotizie è in caricamento