"Io Giorgio lascio i beni ad Arezzo", il testamento di Vasari per la prima volta in mostra

Le carte scritte dall'illustre cittadino e contenenti le sue ultime volontà in esposizione alla Fraternita dei Laici

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“Io Giorgio di Antonio di Giorgio Vasarii, cittadino aretino, et al presente pictore et architettore dell’Illustrussimo e dell’eccellettissimo Cosimo de’ Medici, secondo Duca di Fiorenza et Siena...”.

Comincia così il testamento che Giorgio Vasari, il vate che in città trovò i natali, scrisse per lasciare disposizioni in seguito alla propria morte. Un documento unico che porta la data del 25 maggio 1568 e che, per la prima volta, viene esposto all'interno della Fraternita dei Laici, istituzione indicata per altro dall'illustre concittadino come erede universale nel caso di estinzione della linea maschile della propria casata.

Il pregiatissimo manoscritto dal 25 aprile e sino al mese di settembre rimarrà visibile all'interno del palazzo di piazza Grande dove, chiunque potrà ammirare la grafia di quel genio che ad Arezzo tornava per rigenerarsi dai suoi lunghi e gravosi impegni in giro per l'Italia e dove, lui stesso, dipinse i mirabili affreschi che decorano la sua abitazione di via XX settembre. 

"Con questo evento - sottolinea il primo rettore Pier Luigi Rossi e il magistrato di Fraternita - desideriamo testimoniare la riconoscenza della più antica ed autorevole istituzione pubblica di Arezzo, e sviluppare nuove ricerche storiche e archivistiche. La esposizione del testamento di Giorgio Vasari e di Francesco Maria Vasari permetteranno la ripresa della celebrazione della festa di San Giorgio, prevista nei testamenti ma sospesa nell’800".

Domani, 25 aprile sarà inaugurata nel Palazzo di Fraternita la esposizione del testamento di Giorgio Vasari, sarà celebrata di nuovo dopo più di secolo la festa di San Giorgio con distribuzione dei dolci “i pinocchi” citati dallo stesso maestro.

Per l'occasione, le tenute di Fraternita hanno deciso di presentare alla città anche l'acedo di vino e il vinsanto, ultime due etichette nate dalle tenute dell'istituzione.

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