Sgarbi lancia Arezzo per il Pionta: "Lo scavo e Piero: formidabili attrazioni per i turisti"

“Questi scavi non sono ben tenuti, ma non sarà difficile per l’amministrazione recuperarli, ho visto luoghi ben più degradati. Si farebbe buona cosa a investire su questo intervento, non molto costoso, ma molto redditizio”. Così disse Vittorio...

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“Questi scavi non sono ben tenuti, ma non sarà difficile per l’amministrazione recuperarli, ho visto luoghi ben più degradati. Si farebbe buona cosa a investire su questo intervento, non molto costoso, ma molto redditizio”. Così disse Vittorio Sgarbi, il celebre critico d'arte, appena un mese e mezzo fa, quando al Pionta andò di persona, passeggiando assieme al professor Mauro Mariottini, presidente dell'associazione Academo che intende far ripartire lo scavo archelogico del Colle, che cela l'antico Duomo di Arezzo. A distanza di 45 giorni è lo stesso Sgarbi, contattato telefonicamente, ad indicare la strada del recupero, appoggiando l'iniziativa della cooperativa New MediAr in collaborazione con Arezzo Notizie e chiamata “Arezzo per il Pionta”: una raccolta fondi aperta a tutti gli aretini che, compiendo piccoli gesti, possono mettere in moto il cantiere che permetterebbe di riscoprire le radici di Arezzo, portando alla luce segni di un tempo in cui la città rappresentava un punto di riferimento per l'intero Occidente cristiano.

sgarbi-mariottini-piontaProfessor Sgarbi, cosa ne pensa di “Arezzo per il Pionta”, la raccolta fondi a sostegno del progetto di recupero dell'area archeologica del Pionta?

“Mi pare che sia assolutamente logico e sensato. Oltretutto il Pionta è un anche bel posto. Posso dire che quello che è stato recuperato attesta la presenza della prima basilica del patrono di Arezzo, è un sito archeologico importante e va recuperato. Tanto più che si trova in un parco di particolare armonia. E' una restituzione alla città semplice e che costa più o meno come un'edizione di Icastica. Rafforzerebbe l'identità di Arezzo”.

sgarbi5Arezzo potrebbe avere delle ricadute sul turismo dal recupero? E cosa bisognerebbe fare per le bellezze artistiche e culturali già presenti ?

“Bisogna fare quello che la città chiede. Il prossimo anno è legato al nome di Piero della Francesca (prendendo per buono il 1416 come anno di nascita dell'artista, nel 2016 si celebrerebbe il 600° anniversario, nda), ci sarà una mostra a Forlì e io mi chiedo perché non ci sia ad Arezzo: così cercheremo di portare il centro dell'attenzione sul ciclo della Vera Croce, carico di valori artistici e spirituali. Arezzo, quindi, ha già in sé una potente forza di attrazione. Se poi aggiungiamo un'area archeologica legata al patrono della città, posizionata poi in una zona così amena, è chiaro che allarghiamo l'offerta per i visitatori che arrivano ad Arezzo. Si potrebbe fare di più: altra cosa è Vasari, di un'importanza formidabile nella valorizzazione dell'arte italiana del Rinascimento. Ci sono tre-quattro cose di Arezzo cose che - in chiave turistica - possono essere messe sugli scudi”.

Tornerà entro breve ad Arezzo?

“Certo, tornerò. Spero nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Anche per via di Piero della Francesca”.

COME DONARE E’ stato attivato un conto corrente in Banca Valdichiana per raccogliere le donazioni. Ogni contributo va intestato all’Associazione Culturale Academo, causale “Arezzo per il Pionta”. L’iban è IT97 I084 8914 1010 0000 0372 014.

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@MattiaCialini

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