“La riforma comunitativa del 1772, una cesura politico-istituzionale”

Sarà Luca Berti a tenere, martedì 22 ottobre alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino la terza conferenza del ciclo “Arezzo nel Settecento: politica, cultura, arte”, organizzato dalla Società storica aretina, con il patrocinio del Comune di Arezzo. Il tema trattato, “La riforma comunitativa del 1772, una cesura politico-istituzionale”, si colloca nella temperie del riformismo illuminato, del quale il granduca Pietro Leopoldo di Lorena fu uno dei principali protagonisti.

La riforma della Comunità di Arezzo, unilateralmente varata dal granduca di Toscana sullo scorcio del 1772, chiude il lungo periodo, iniziato nel quarto decennio del Cinquecento con il principato mediceo, che vide l’egemonia del patriziato in ambito cittadino. Nonostante che la riforma lasciasse pressoché inalterate le prerogative nobiliari, il sovrano si appropriava, anche formalmente, del fondamentale diritto all’autodeterminazione delle istituzioni locali, che era stata la contropartita del riconoscimento della supremazia fiorentina. A parte ciò, la riforma segnò la nascita del moderno Comune di Arezzo, con la riunificazione dopo secoli di Città e Cortine, ed aprì timidamente la strada alla democrazia censitaria destinata ad affermarsi nel corso dell’Ottocento.

Laureato in Sociologia a Trento, archivista e giornalista, Luca Berti come funzionario del Comune è stato collaboratore del sindaco Ducci, ha costituito l'Archivio storico comunale postunitario e modernizzato la gestione dei flussi documentali. È presidente della Società storica aretina (della quale fu tra i promotori) e ne dirige dal primo numero il periodico “Notizie di Storia”. Fa inoltre parte della Deputazione di Storia Patria per la Toscana, dell’Accademia Petrarca, dell’Accademia Etrusca e del comitato scientifico degli “Annali Aretini”. È il consulente storico dell’Istituzione Giostra del Saracino, avendo approfondito lo studio della storia e della natura del torneo cavalleresco. Ha indirizzato la sua attività di ricerca verso la storia politico-istituzionale aretina e toscana, dall’epoca tardo-medioevale in avanti. Ha all’attivo saggi e monografie, curatele di volumi miscellanei, edizioni di fonti ed un’intensa attività di divulgazione scientifica.

Curato dallo stesso Berti, il ciclo di conferenze vuole riportare l’attenzione su un secolo a torto trascurato dalla storiografia locale perché considerato grigio e privo di originalità. Al contrario, le vicende politiche, culturali ed artistiche della città meritano di essere approfondite per comprendere appieno i rapporti in essere, sia all’interno di Arezzo fra i ceti e le istituzioni, sia con le città limitrofe, prima fra tutte la ‘dominante’ Firenze, per inquadrarne la natura profonda e gli sbocchi che ebbero a fine secolo e nell’Ottocento.

La successiva conferenza, “La vita musicale: prassi e occasioni”, è in programma il 5 novembre e sarà tenuta da Claudio Santori.

Come di consueto, gli incontri in programma all’Auditorium Ducci sono ad ingresso libero, con dibattito finale aperto a tutti.

In vendita Notizie di storia

È in vendita in tutte le edicole della città, al consueto prezzo di 7 euro, un nuovo numero di “Notizie di Storia”, periodico semestrale della Società storica aretina, diretto da Luca Berti e datato “Settembre 2019”. In copertina compare il ritratto di Benedetto Accolti, cancelliere della Repubblica Fiorentina, al quale è dedicato uno dei saggi del professor Robert Black tradotti dall’inglese e raccolti in volume dalla Società storica.

Quattro gli articoli presenti nella sezione “contributi”. Simone De Fraja passa in rassegna le principali “strutture fortificate e residenziali” di origine tardo-medievale ancora presenti oltre le mura aretine. Michele Loffredo fornisce una nuova lettura della Sala del Trionfo della Virtù nella casa aretina di Giorgio Vasari. Roberto Monticini e Fabiana Susini ricostruiscono la storia di piazza della Posta Vecchia, oggi piazza della Badia. Chiude Fabio Fusi con il racconto degli spettacoli offerti ad Arezzo dal grande ‘circo’ di Buffalo Bill il 31 marzo 1906.

Nelle pagine seguenti compaiono le “segnalazioni bibliografiche” 2018, a cura della Biblioteca “Città di Arezzo”, e una scheda di Giuliano Pinto sugli Statuti di Foiano del 1387. È poi la volta della pubblicazione di un documento inedito riguardante la storia di Arezzo del tardo Duecento, scoperto da Gian Paolo Scharf all’Archivio di Stato di Firenze.

Le recensioni hanno per oggetto i libri di Andrea Czortek e Francesca Chieli, Alessandro Garofoli, Faustino Neri, Giorgio Sacchetti e gli atti del convegno sul notariato in Casentino nel medio evo. Si parla poi dei vincitori e dei partecipanti all’ultima edizione del Premio Marcantoni per tesi di laurea e dell’attività editoriale della Società storica. Fra le “notizie” spiccano anche il ‘diario’ dell’attività svolta nell’ultimo anno e il bilancio preventivo 2019 dell’associazione, mentre Luca Berti sottolinea l’importanza per la storia della giostra aretina di una sfida al Buratto svoltasi a Pisa nel lontano 1606. La rivista presenta infine i necrologi di due aretini aderenti alla Società storica recentemente scomparsi, Francesco Manneschi e Carlo Senesi, e si chiude con le lettere al direttore di Zanobi Bigazzi, Luigi Armandi e Pier Lodovico Rupi.

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