Mini invasione aretina all'Only Wine Festival: 4 cantine, sommelier di pregio e decine di appassionati

Per gli appassionati dell'enomondo è diventato un appuntamento da cerchiare in rosso sul calendario. E data la vicinanza, sta ammaliando sempre più gli enofili aretini, che già ieri, prima giornata di manifestazione, hanno organizzato massicce...

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Per gli appassionati dell'enomondo è diventato un appuntamento da cerchiare in rosso sul calendario. E data la vicinanza, sta ammaliando sempre più gli enofili aretini, che già ieri, prima giornata di manifestazione, hanno organizzato massicce trasferte per scoprire i cento giovani produttori artigianali selezionati. Si tratta dell'Only Wine Festival di Città di Castello, una kermesse sul vino fatta come si deve, apprezzata da esperti e semplici curiosi, categorie non sempre facili da mettere d'accordo. Oggi secondo e ultimo giorno.

Ogni anno l'organizzazione si avvale della consulenza di Ais (l'Associazione italiana sommelier) per la scelta delle cantine partecipanti: 100 da tutte le regioni d'Italia, con requisiti ben precisi. Produzioni limitate e quindi artigianali (non ci sono i colossi dell'industria vitivinicola), presentate dai giovani proprietari: a ogni banco d'assaggio si trova un ragazzo o una ragazza (under 40), che non è una controfigura giovanile scelta per l'occasione, ma che va in vigna e sta in cantina, si sporca le mani e con orgoglio presenta i prodotti dei propri sforzi.

Così i visitatori possono godersi un gustoso giro d'Italia attraverso i calici, fattibile in una giornata (lontano da allestimenti "monstre" stile Vinitaly, per intendersi) e che permette di conoscere 100 storie diverse dietro le etichette. Il mondo del vino sta vivendo un'enorme trasformazione, l'Only Wine Festival riesce a narrare intriganti spaccati di questo mutamento, attraverso la voce di chi ne è umile ma orgoglioso artefice. In tanti sventolano bandiere bio-qualcosa, a volte per marketing, a volte non solo. Tra i cento dell'Only Wine, il tema della sostenibilità è sentito e trasversale, recepito in maniera differente da cantina a cantina, ma sincero.

E chi visita gli stand, non solo può assaggiare un po' di tutto (ci sono le grandi denominazioni - dal Brunello al Barolo -, e soprattutto ci sono perle di piccole Doc, che riservano piacevoli sorprese), ma anche portarsi a casa una bottiglia, che non sempre è facile da reperire nei paraggi, a prezzo di cantina.

Quattro le bandiere di Arezzo che sventolano: ci sono Podere di Pomaio, dei fratelli Iacopo e Marco Rossi (foto sotto), di Arezzo; la Cantina Doveri di Fabrizio Doveri di Cortona; l'azienda agricola Baldetti di Alfonso Baldetti, sempre di Cortona, e i vini della Tenuta Lupinari di Bucine, di Antonella Pellegrino.

Fuori dagli spazi espositivi principali, ci sono poi alcune chicche: gli Orange Wine (ovvero i macerati, vini bianchi che diventano color arancio per la lunga macerazione sulle bucce), che hanno una sezione dedicata curata dal blogger Francesco Saverio Russo, marchigiano di nascita e aretino d'adozione; gli International - con Champagne, Riesling della Mosella e Pinot della Borgogna, ma anche curiosità dalla Georgia - e una sezione dedicata a sigari e whisky.

Non solo, ci sono degustazioni guidate da alcuni dei migliori sommelier in circolazione, come Andrea Galanti, Maurizio Filippi e l'aretino Luca Martini, campione del mondo 2013. E infine, tra gli aretini in circolazione, capita di incontrare pure Cristiano Cini, sommelier della giunta nazionale Ais e direttore di Wine Tv, media partner dell'evento.

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@MattiaCialini

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