Macrì tra digiuni, murales e Icastica: "Il futuro? Il Comune ha un brand da sfruttare"

Cento persone a sedere, altre in piedi, strette sul perimetro del salone. Il digiuno culturale al Circolo artistico, dopo l'intento urticante dello scorso anno, ha cambiato pelle. A presentare l'evento l'ex assessore comunale alla cultura Pasquale...

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Cento persone a sedere, altre in piedi, strette sul perimetro del salone. Il digiuno culturale al Circolo artistico, dopo l'intento urticante dello scorso anno, ha cambiato pelle. A presentare l'evento l'ex assessore comunale alla cultura Pasquale Giuseppe Macrì, anima della prima edizione, e il primo rettore della Fraternita dei Laici Pier Luigi Rossi. “Il format è lo stesso, ma è stato ricollocato. Sono cambiati organizzazione e finalità”. Promosso dal circolo culturale Leopoldo del Pd lo scorso aprile, adesso è organizzato dall'associazione Ars Nova.

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Macrì, che tipo di associazione è?

“E' nata su richiesta delle persone, tante, accomunate dalla passione per la cultura piuttosto che per le bancarelle”. Detto senza polemiche?

“Assolutamente senza polemiche”.

Stavolta il digiuno cammina separato dal comitato per il ritorno di Icastica.

“Stavolta sì. La serata è nata dal sentire comune di aretini che hanno a cuore manifestazioni culturali di spessore. Non si può ricondurre il tema culturale a logiche basse di politica locale”. La presenza di personalità politicamente trasversali tra i convitati lo testimonia.

“Ripeto, la politica non c'entra nulla”.

Si sa niente del futuro della sua creatura, Icastica?

“Ho avuto modo di parlarne poco tempo fa, al politecnico di Milano”. L'esperienza, per quanto riguarda Arezzo è conclusa?

“Non so”.

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l Comune di Arezzo continua a detenere il marchio.

“Sì. Hanno fatto un investimento per la registrazione del brand. Mi auguro sia messo a frutto”. Quindi ci sono stati contatti per una nuova edizione?

“No, davvero. Non ho sentito nessuno”.

Intanto si è conclusa la mostra di Prato “Icastic for Pecci”, che ha visto impegnata la stessa squadra di Icastica, sotto la direzione di Fabio Migliorati.

“Nulla a che vedere con Icastica. Però l'idea della demusealizzazione delle opere d'arte sta prendendo piede. L'allestimento Icastic for Pecci è stato quello di maggior successo tra tutte le 4 iniziative nate per la riapertura del museo Pecci di Prato”. La polemica sui murales di Icastica alla Cadorna...

“Ma cosa dovrei dire?”.

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Qualcosa.

“No comment, davvero”. @MattiaCialini

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