Giovanni, vescovo di Arezzo: conferenza della Società Storica Aretina

Sarà dedicata a Giovanni, vescovo di Arezzo sullo scorcio del nono secolo, la prima conferenza del nuovo ciclo di incontri organizzati dalla Società storica aretina. A parlarne sarà martedì 28 gennaio, alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino, Pierluigi Licciardello. L’evento si attua con la collaborazione della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, oltre che con il consueto patrocinio del Comune di Arezzo. L’intento dell’iniziativa, replicata per il terzo anno consecutivo, è quello di approfondire la conoscenza delle principali figure di vescovi alternatesi sulla cattedra di san Donato nell’arco di una storia quasi bimillenaria. Figure ecclesiastiche che hanno sempre avuto un forte peso nella vita religiosa e culturale della comunità e in alcuni periodi anche in quella sociale e politica.

Giovanni è il primo vescovo aretino di cui possiamo ricostruire la biografia in modo dettagliato. Nativo della Sabina, fu capo della cancelleria dell’imperatore carolingio Ludovico II e quindi vescovo della nostra città, nell’867. La sua cultura, il suo prestigio e la sua fedeltà al papato lo portarono a ricoprire delicate missioni diplomatiche in Francia e in Germania. Fu lui a concertare l’elezione degli ultimi imperatori carolingi, Carlo il Calvo, prima, e Carlo il Grosso, poi. Fu anche attivo nel governo della diocesi, ottenendo importanti privilegi da papi e imperatori e fondando il grande monastero benedettino delle sante Flora e Lucilla (o di S. Fiora), presso la città. Scrisse anche un’interessante omelia sull’Assunzione della Madonna, in cui prese posizione sulla questione – allora assai dibattuta – se l’assunzione fosse avvenuta solo nell’anima o anche nel corpo. La sua soluzione a favore dell’assunzione corporea divenne autorevole.

Pierluigi Licciardello, insegnante di materie letterarie al Liceo Classico di Arezzo, è dottore di ricerca in Agiografia e in Storia medievale. Si occupa di storia religiosa e letteraria nel medioevo, particolarmente di vite dei santi, di storia di Arezzo e di monachesimo camaldolese. Tra i suoi ultimi lavori, nel 2015 ha pubblicato per la Società storica aretina uno studio sul conflitto tra il vescovo Guido Tarlati e il papa Giovanni XXII e nel 2018 per la SISMEL di Firenze l’edizione critica della “Passio” di san Donato.

Il ciclo continuerà il 4 febbraio con la conferenza di Gian Paolo Scharf su Ildebrandino dei conti Guidi (1289-1312), che riuscì a pacificare temporaneamente guelfi e ghibellini aretini. Il terzo appuntamento è in calendario il 18 febbraio, quando Franco Cristelli parlerà di Bernardetto Minerbetti, vescovo dal 1537 al 1574, che iniziò ad applicare i decreti del Concilio di Trento. Ad illustrare la figura di Alessandro Strozzi (1677-1682), fiorentino come molti altri vescovi aretini, sarà invece Giovanni Bianchini il 3 marzo. La penultima conferenza è in programma il 17 marzo e sarà tenuta da Alessandro Garofoli. È dedicata a Giuseppe Giusti (1867-1891), vescovo di Arezzo negli anni in cui deflagrò il conflitto risorgimentale fra Stato e Chiesa. Il ciclo di incontri si chiuderà il 24 marzo con un’appendice. Serena Nocentini parlerà della galleria dei vescovi aretini fatta fare nella seconda metà del Settecento dal canonico Paolino Giannerini, archivista diocesano.

Le iniziative della Società storica aretina, tutte in programma al martedì pomeriggio alla stessa ora, sono ad ingresso libero e gratuito, con dibattito finale aperto a tutti.

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