Casa della musica e museo 'Tesori di Arezzo': così la nuova vita dal Palazzo di Fraternita

Si rafforza la vocazione culturale di Arezzo nel settore della musica. Ed è un risultato storico perché nella città di Guido d’Arezzo arriva una scuola di alta formazione musicale che emette titoli pari a quelli dei conservatori e che consente di...

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Si rafforza la vocazione culturale di Arezzo nel settore della musica. Ed è un risultato storico perché nella città di Guido d’Arezzo arriva una scuola di alta formazione musicale che emette titoli pari a quelli dei conservatori e che consente di qualificare a livello nazionale l’intera città come città della musica e della formazione musicale in collaborazione con i soggetti qualificati del territorio.

Il primo piano di palazzo di Fraternita ospiterà infatti la Casa della musica e l’amministrazione comunale ha siglato una partnership con la Scuola di musica di Fiesole - guidata dal soprintendente Lorenzo Cinatti e dal presidente Anna Ravoni, attuale sindaco di Fiesole - che gestirà questo servizio.

L’aggiudicazione dell’appalto di concessione alla Scuola di musica di Fiesole da una parte consente di corrispondere a pieno titolo a quelle che erano le indicazioni contenute nel progetto Piuss, dall’altra costituisce un arricchimento culturale significativo e che dimostra che la città sta diventando un polo attrattivo di iniziative di primissimo livello, dove la cultura, non solo quella musicale, acquisisce un ruolo sempre più distintivo.

Il piano terra del palazzo di Fraternita sarà invece destinato a ospitare un percorso espositivo sui Tesori di Arezzo, all’interno del quale troveranno collocazione sia la collezione Oro d’Autore che il Percorso dell’Oro, nonché alcuni ambienti per eventi temporanei. Accanto a tutto questo si terranno le mostre permanenti di alcune opere pittoriche aventi a tema la città, recuperate direttamente dal Museo statale d’arte medievale e moderna, insieme a un percorso dell’archeologia da cui risulti evidente l’origine arcaica dei processi di fusione del metallo, presenti sia in epoca etrusca che in epoca romana. Il percorso si conclude con l’allestimento di una sezione didattica che, con il contributo della Biblioteca Città di Arezzo e di altri enti, rende possibile la divulgazione e la ricerca del materiale pubblicistico legato alla territorialità dell’oro di Arezzo.

Il percorso espositivo dell’oro vede il contributo sinergico di più enti che concorreranno alla realizzazione e alla gestione con il Comune capofila. Si tratta di una compagine che vede quali partner la Regione Toscana, la Camera di Commercio e Arezzo Fiere e Congressi.

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