Trovano il mitico aereo "bandiera rossa" e anche il nipote di un soldato morto: "Ora gli consegneremo i resti del velivolo"

L'aereo è stato ufficialmente ritrovato da una coppia di giovani aretini: Michele Bianchini e Lorenzo Campus. In Ohio hanno scovato il nipote del primo soldato che perse la vita: a lui andranno i reperti trovati

"Lo chiamarono "bandiera rossa" perché, precipitando avvolto dalle fiamme, solcò i cieli aretini lasciando dietro di sé una suggestiva scia rossa". Era l'estate del 1944. A notare quella palla di fuoco che andò a schiantarsi nei monti del Casentino furono alcuni civili. Quell'oggetto incandescente era in realtà un aereo alleato. Un velivolo del quale si pensava che si fossero perse le tracce, ma che oggi, dopo settimane di ricerche, è stato ufficialmente ritrovato da una coppia di giovani aretini: Michele Bianchini e Lorenzo Campus. Sono loro che hanno riportato alla luce questa storia, che sembra ormai lontana nel tempo, insieme ai resti del velivolo. E adesso stanno cercando i discendenti dei soldati che erano a bordo del velivolo, per restituire loro i reperti trovati. E in Ohio hanno scovato il nipote del primo che perse la vita.

La "missione" dei due amici

Una ricerca che loro hanno chiamato "missione" e che hanno raccontato con foto, disegni e parole sui loro profili Facebook. Una storia che riparte da dove si era tragicamente interrotta, il luogo del drammatico impatto.

"Il primo passo è stato cercare delle fonti dell’epoca - spiegano i due amici -, grazie alle quali abbiamo raccolto numerosi indizi, sulla dinamica dei fatti  e sul luogo dello schianto. Successivamente abbiamo perlustrato l’area che, secondo noi, poteva essere quella giusta: già alla seconda uscita, sono saltati fuori alcuni frammenti di alluminio avio, alcuni pezzi in ferro. E poi sono emerse altre parti con scritte e numeri, bossoli e ogive calibro 50".

Una ricerca difficile, resa quasi impossibile dalla fitta vegetazione che ha invaso l'impervia zona individuata dopo aver consultato le ricerche. Nonostante questo non si sono arresi, e grazie all'aiuto dell'associazione Aerei Perduti Polesine, sono riusciti a riconoscere il velivolo. 

Grazie a questi preziosi aiuti, nonostante non avessimo trovato neanche una targhetta con un numero di identificazione, abbiamo potuto scoprire che l’aereo è un bombardiere Douglas A20J, di nazionalità americana. Abbiamo scoperto che l'equipaggio era composto da 3 uomini: Vasil V. Vantz, Sergente James G. Haywood, Sergente Arthur E. Cooke.

Ma cosa successe all'aereo?

"Venne colpito dalla contraerea tedesca e precipitò il 29 giugno 1944. Nella caduta gli uomini dell’equipaggio si lanciarono con il paracadute, tuttavia mentre i due sergenti si salvarono, e probabilmente vennero aiutati dai partigiani( di questo non abbiamo una notizia certa, ma solo voci riportate di seconda generazione), Vantz si lanciò troppo tardi, il paracadute non si aprì bene e purtroppo morì. Il corpo venne rinvenuto qualche giorno dopo da alcuni contadini attaccato ad un albero nei pressi di una serie di campi di grano. Successivamente il grosso delle parti in ferro ed alluminio venne recuperato dai contadini e venduto".

Lorenzo e lo zaino del soldato canadese: "Adesso è in un museo"

L'obiettivo della ricerca però non era solo quello di rintracciare i resti del velivolo, ma soprattutto quello di contattare i discendenti dei soldati per consegnare loro i frammenti. 

Nella speranza che la memoria di chi ha dato la vita, e di chi ha combattuto per liberare l’Italia dalla barbarie e dalla tirannia del nazi-fascismo , non venga mai offuscata, e possa splendere per sempre, a perenne monito per le generazioni future.

Ritrovato il nipote del soldato Vantz

Grazie alla società di storia di Lorain i due ragazzi sono riusciti a scoprire che il soldato morto, Vantz, aveva un fratello che a sua volta ha avuto un figlio. A lui andranno parte dei pezzi ritrovati. 

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