Due cuochi aretini convocati nella Nazionale Italiana in vista delle Olimpiadi 2020

Si tratta di Marialuisa Lovari e di Keoma Franceschi che in questi giorni sono a Cesena per prepararsi assieme agli altri azzurri in vista del grande appuntamento di febbraio

Marialuisa Lovari e Keoma Franceschi (foto tratta dal profilo facebook di Marialuisa Lovari)l

Ci sono due aretini nella Nazionale Italiana Cuochi che prenderà parte, tra cinque mesi, alle Olimpiadi della cucina di Stoccolma, nel febbraio 2020. In questi giorni gli azzurri si stanno allenando nella cucina attrezzata di Orogel a Cesena. Tra i convocati anche gli aretini Marialuisa Lovari e Keoma Franceschi del ristorante "la cucina di Donnaluisa" nel resort "Il Verreno" di Ambra (Bucine).

Tutti i nomi della Nazionale Italiana Cuochi

Ecco la formazione: 

Questa la formazione che scenderà in campo a Stoccarda per le Olimpiadi di febbraio 2020, i "giocatori" hanno un'età compresa tra i 25 e i 58 anni: Gaetano Ragunì chef di Forlimpopoli e general manager della nazionale, Gianluca Tomasi (cuoco di Vicenza), Pierluca Ardito (cuoco di Bari)  che è il ct della nazionale, Luca Borelli (cuoco di Rimini), Giuseppe De Rosa (cuoco di Matera), Marco Tomasi (cuoco di Vicenza), Francesco Cinquepalmi (cuoco di Bari), Keoma Franceschi (cuoco di Arezzo), Fabio Mancuso (cuoco di Roma), Antonio Dell'Oro (pasticcere di Como) Giuseppe Marvulli (pasticcere di Potenza), Pietro Pupillo (pasticcere di Palermo), Debora Fantini (cuoca di Cervia) reparto formazione della Nazionale, Marialuisa Lovari (cuoca di Arezzo) reparto organizzazione eventi della Nazionale.

Come funzionano le gare

In gara saranno 36/37 nazioni e tutte molto agguerrite. La prova complessiva consiste in due competizioni - spiega Gaetano Ragunì - una è la Chef table dove dobbiamo preparare per 12 persone 6 tipologie di finger food, 4 freddi e 2 caldi. Il piatto festivo con tre preparzioni a base di pesce. Lo starter vegano, il main course a base di agnello, il dessert e i petit four. Il tutto dobbiamo farlo in sei ore. Poi ci sarà la prova Menù Ristorante dove sei nazioni per volta prepareranno un menù di tre portate per 110 persone, 100 sono partecipanti alla fiera culinaria e 10 sono i giudici.

Chi sono i favoriti

Tra i favoriti, anche se appare strano, ci sono i Paesi Nordici: Svezia, Danimarca e Finlandia.

Sono loro, insieme ai Paesi orientali - spiega Ragunì a CesenaToday -. I nordici sono molto bravi nella procedura, nei tempi, nella pulizia e nell'esecuzione. E' un po' quello che dovremmo imparare e che stiamo imparando noi italiani. Noi abbiamo la creatività e ottime materie prime. Alla fase di  sperimentazione di un piatto, in cui possiamo lasciar liberi creatività e improvvisazione, deve seguire il momento in cui si razionalizza e si mette a punto la procedura esatta per realizzarlo. E' un po' il metodo ingegneristico ma è così che bisogna fare se vogliamo che la qualità e l'esatta esecuzione del piatto sperimentato sia garantita nel tempo e ovunque venga riproposto.

Ogni squadra parte da 100 punti che si perdono con facilità. Basta che un cuoco appena mette piede nel box si gratti il naso o non si lavi le mani che due o tre punti volano via. Stesso discorso per lo stoccaggio degli scarti, per la catena del freddo e del caldo, per l'utilizzo dei ritagli.

Uno chef stellato può permettersi più originalità di noi - continua Gaetano Ragunì - Noi, invece, oltre alla bontà del piatto cucinato dobbiamo prestare moltissima attenzione alle procedure universali rispettate in cucina, alle regole di cottura, di pulizia, di riutilizzo dei materiali, di come tocchiamo il prodotto e di come presentiamo il piatto. Procedure che un cliente magari non capisce subito ma sono la garanzia di un'ottima qualità della cucina e della bontà dei prodotti.

Quali materie prime utilizzerà l'Italia?

Cerchiamo di portare materie prime italiane ma non troppo ricercate o poco conosciute all'estero perché sono rischiose - spiega Gianluca Tomasi - Potrebbe accadere che giuria, non conoscendole, non le comprenda. Per agevolarci, da regolamento, possiamo portare la carne già disossata ma non frazionata, la verdura già lavata.

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