I monaci buddisti Monaci di Plum Village sul sentiero di San Francesco: tappa ad Arezzo

Ad Arezzo un grande evento pubblico con i Monaci di Plum Village, la comunità del maestro Zen Thich Nhat Hanh: domenica 19 maggio la giornata di consapevolezza. “Aprirsi agli altri, aprirsi alla gioia: passi, movimenti e pratiche di consapevolezza”. Palestra di via Mecenate, dalle ore 9,30

In questi giorni, per la prima volta, un gruppo di buddisti sta camminando sul sentiero di San Francesco da La Verna ad Assisi.  Al termine della prima settimana di cammino la tappa ad Arezzo.

Il mastro Zen Thich Nhat Hanh, 92 anni, vietnamita, poeta, artista, scrittore, e costruttore di pace è conosciuto ed amato in tutto il mondo è insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.

Nato in Vietnam centrale nel 1926, all’età di sedici anni fu ordinato monaco nella tradizione Rinzai, scuola di pensiero zen, e da allora interpreta e promuove il Dharma, quale strumento per portare pace, riconciliazione e fratellanza nella società.

Nel 1964, durante la guerra del Vietnam, diede vita al movimento di resistenza nonviolenta dei “Piccoli Corpi di Pace”, gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per edificare scuole e ospedali e ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico. Scegliendo di adoperarsi fattivamente per alleviare le sofferenze della popolazione falcidiata dalla guerra, ha posto le basi e successivamente sviluppato il movimento denominato ‘Buddhismo Impegnato’.

Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, incontrò Martin Luther King, il quale commosso dal messaggio di pace del giovane monaco, lo propose per il Nobel per la pace e prese pubblicamente posizione contro la guerra in Vietnam.

Due anni dopo promosse la Delegazione di Pace Buddhista, che partecipava alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi, gli fu rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese.

Si è quindi stabilito in Francia, dove nel 1982 ha fondato  Plum Village , comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in “consapevolezza”.

Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita, ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam.

Ai suoi ritiri, da lui tenuti in moltissimi Paesi del mondo, partecipano ogni anno migliaia di persone di tutte le condizioni sociali, e i suoi numerosi libri di poesie, meditazioni e preghiere sono stati tradotti in molte lingue.

Dal 1992 Thay, come è chiamato familiarmente dai praticanti, ha guidato anche in Italia ritiri di consapevolezza insieme ad una folta delegazione monastica, l’ultimo a Roma nel settembre 2012, tenendo in queste occasioni anche conferenze pubbliche, giornate di consapevolezza e incontrando autorità municipali, come è avvenuto appunto a Roma e a Milano.

Attualmente, Thich Nhat Hanh si è gradualmente ripreso dal grave ictus subito nel 2014 e da pochi mesi è tornato in Vietnam, nel monastero in cui aveva preso i voti all’età di sedici anni, dove ha deciso di trascorrere gli ultimi anni della sua vita terrena.

La comunità monastica di Plum Village in Francia e degli altri monasteri presenti, continuano nella tradizione di Thay portando i suoi insegnamenti e offrendo ritiri e giornate di consapevolezza in tutto il mondo sostenuti dai numerosi sangha locali (gruppi di praticanti laici).

Quest’anno un nutrito gruppo di monaci tra aprile e maggio sarà in Italia per un tour tra Toscana ed Umbria che vedrà varie tappe e diversi eventi: un pellegrinaggio articolato in due settimane ripercorrendo il cammino di San Francesco, un ritiro a San Rossore (Pisa), una giornata pubblica di ad Assisi e una proprio ad Arezzo, il 19 maggio.

Per la prima volta un gruppo di buddisti camminerà sul sentiero di San Francesco.

“Percorrendo il tragitto da La Verna ad Assisi; ci connetteremo attraverso passi e respiri in consapevolezza al suono mistico che vive in madre natura attraverso le leggendarie vie del cantico”, dice fratello Dao Phuong.

I monaci, al termine della prima settimana di cammino, saranno ad Arezzo per condividere l’energia della consapevolezza con la nostra città; si tratta di un evento speciale in quanto, la comunità di Plum Village si muove ed è seguita in tutto il mondo ma, è la prima volta che sarà presente ad Arezzo con ben sei monaci pronti a condividere le loro esperienze di pratica coltivando la gioia in ogni istante.

La giornata di consapevolezza ad Arezzo è intitolata “Aprirsi agli altri, aprirsi alla gioia: passi, movimenti e pratiche di consapevolezza” ed inizierà la mattina di domenica 19 maggio con una conferenza pubblica che si terrà dalle ore 9,30 presso la Palestra Mecenate (Viale Mecenate 4 Arezzo) in cui i monaci presenteranno alcune pratiche della loro tradizione e ci parleranno di come vivere pienamente e gioiosamente i nostri giorni, di come aprirsi agli altri e alla società che, in questi tempi di “crisi”, tende al contrario a chiudersi sempre più.

Al termine della conferenza i fratelli condurranno all’esterno della palestra una meditazione camminata che partirà dal Parco “Pertini”, (ingresso Via degli Accolti) e si snoderà nel centro storico cittadino fino a terminare al Prato a fianco del Duomo.

“La meditazione camminata è una pratica molto importante nella tradizione di Plum Village; ci riporta al momento presente, a vivere e sentire pienamente ogni nostro passo, il piede che si connette alla madre terra ci dona gioia, stabilità e ci fa sentire in relazione con l’intero universo, siamo tutti interconnessi”, ci dice sempre fratello Dao Phuong.

L’evento è organizzato dal gruppo di Arezzo il Sangha “Un fiore di Loto” che si riunisce settimanalmente per praticare nella tradizione del maestro Zen (per info su incontri di meditazione, Yoga, Qi Gong:  carusomario547@gmail.com o alla pagina FB Yoga&Qi) e sarà ad offerta libera (che andrà a sostenere le spese di viaggio della comunità monastica).

“Siamo molto felici che la comunità di Plum Village abbia voluto offrire ad Arezzo una giornata così importante, stringendosi ai praticanti e a tutta la città; un evento che raramente avviene in Italia, soprattutto con una rappresentanza così nutrita di monastici; per questo motivo abbiamo ricevuto molte richieste di partecipazione da tutto il Paese e anche dall’estero e siamo sicuri che anche gli Aretini sapranno cogliere l’occasione intervenendo numerosi. Per il sangha “Un fiore di loto” è stato un grande impegno organizzativo che abbiamo affrontato però con tanta gioia e spirito di collaborazione in quanto ci sentiamo onorati di poter avere nella nostra città un evento così importante”, ci dice Mario Caruso, uno degli organizzatori.

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