Welfare aziendale: convegno di Confartigianato in sala dei Grandi ad Arezzo

Protagoniste due importanti aziende del territorio e un grande economista di fama internazionale

Alessandra Papini, segretario provinciale di Confartigianato

Il welfare aziendale e le PMI. E' la nuova sfida raccolta da Confartigianato che il 9 novembre, nella sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, presenta il convegno “Welfare perchè? Welfare per chi? Evoluzione, sostenibilità e opportunità per il territorio”. Inizio dei lavori alle 9,30.

Dopo il presidente provinciale Ferrer Vannetti, che aprirà i lavori, interverrà il professor Giulio Sapelli, economista di fama ed esperto in materia di Welfare. Poi sarà la volta di Giovanni Lucchetta, responsabile della piattaforma Welfare Insieme Tre Cuori e Mario Vadrucci, presidente di Welfare Insieme. Durante la mattinata saranno presentati due case history, ovvero due aziende del sistema Confartigianato, che hanno già sperimentato il welfare aziendale. Si tratta di Monnalisa spa, la nota azienda di confezioni per bambini con sede ad Arezzo, ed Mb Elettronica, azienda di componentistica ed alta tecnologia, con sede al Vallone di Camucia. A presentare le due storie di welfare aziendali saranno i rispettivi amministratori delegati, Piero Iacomoni per Monnalisa e Roberto Banelli per Mb Elettronica.

Dunque anche ad Arezzo è già attivo il welfare aziendale e per introdurlo con successo in azienda non occorre essere una multinazionale.

“La svolta – spiega Alessandra Papini, segretario provinciale di Confartigianato – nasce con la finanziaria del 2016 che ha portato la detassazione al 90 per cento per i benefit ai dipendenti se erogati in servizi, sicurezza, cultura, sostegno alla famiglia, salute anche con assistenza domiciliare. La destinazione può essere l’abbonamento ai mezzi di trasporto, alla palestra, il doposcuola dei figli, il costo di chi si prende cura degli anziani, i buoni libri, le visite specialistiche. Una nuova visione, concreta, di welfare, che non è più solo patrimonio di grandissimi gruppi, ma che ha visto due belle imprese del sistema Confartigianato, come Monnalisa ed Mb Elettronica come apripista e da quest'anno è diventata realtà anche in Confartigianato Arezzo".

Ad Arezzo verrà presentata anche la piattaforma Tre Cuori, un sistema online cui Confartigianato a livello nazionale ha aderito, proprio per agevolare le PMI che vogliono adottare il welfare aziendale per i propri dipendenti.

“Qualsiasi impresa artigiana e commerciale può inserirsi nella piattaforma – spiega Alessandra Papini - e usufruire dei servizi. Il sistema non è complesso e Confartigianato, con i suoi professionisti, è comunque pronta ad assistere l'impresa nel formulare il piano di welfare e in tutti i passaggi necessari a portare al successo l'iniziativa.”

Sulla valenza sociale del welfare aziendale, tema caro a Confartigianato, l'economista Giulio Sapelli non ha dubbi: “Il welfare aziendale – dice - è la costruzione possibile di una impresa come comunità È la realizzazione auspicabile di un miglioramento continuo delle relazioni tra persone nell'impresa che in tal modo diviene, quali che siano i rapporti di proprietà, un costrutto sociale e non solo economico che migliora la qualità della vita sociale. L'Italia ha avuto una nobile tradizione in tal senso e che è essenziale riscoprire. Le persone – soggiunge il segretario provinicale di Confartigianato – sono il cuore, oltre che il vero motore, delle nostre aziende e del nostro sistema. Per questo la nostra associazione, che nacque nel 1947, si è evoluta negli anni e oggi conta 5000 associati ed è la prima organizzazione del settore artigiano. Forniamo servizi a 360 gradi, abbiamo 130 dipendenti specialisti in molteplici settori, ogni anno elaboriamo 70000 cedolini, oltre 6000 viste di medicina del lavoro, ma per noi l'impegno sociale è fondamentale. L'impresa non è soltanto un soggetto economico, ma è protagonista sociale, tanto che Confartigianato persone conta oggi ben 6000 iscritti".

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Anche Confartigianato Arezzo sperimenta il welfare aziendale al suo interno, per i suoi dipendenti. “Si - conferma Alessandra Papini - è il primo anno del nostro piano welfare e siamo impegnati ad applicarlo nel vero senso della parola, convinti che il vero welfare è quello delle PMI, non quello presente nelle multinazionali. Perchè- continua Papini – come diceva Adriano Olivetti, bisogna amare le persone per essere grandi imprenditori. Dunque non è la dimensione aziendale, con le persone ridotte a numeri, a fare grande l'impresa ma la piccola realtà, dove le persone sono il capitale più grande, e per questo sono valorizzate. La nostra associazione – conclude - rispecchia questi valori ed è orgogliosa di essere la prima ad Arezzo ad aver applicato il welfare aziendale.”

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