Ubi Banca, si rafforza il trend di crescita. Manella: "Ci consolidiamo in Toscana, Umbria e Lazio"

Il responsabile della macro area commenta i risultati del primo trimestre 2019: "Venti milioni di euro erogati ad Arezzo, supporto importante al distretto orafo"

Silvano Manella

Il responsabile della Macro Area Territoriale Lazio, Toscana e Umbria, Silvano Manella in occasione dell’approvazione dei risultati del Gruppo UBI al 31.3.2019, diffusi oggi, rende noto:

“Il primo trimestre 2019 ha incrementato i risultati attesi proseguendo il trend di crescita avviato lo scorso anno in tutte le attività della Macro Area Territoriale Lazio, Toscana e Umbria. Un rafforzamento testimoniato dall’aumento a doppia cifra degli impieghi concessi all’economia e alle famiglie, oltre che dalla crescita della clientela servita. Un beneficio con effetti concreti sulle nostre quote di mercato che consolidano ulteriormente il posizionamento del nostro istituto di credito su aree anche di recente insediamento. In Toscana, Umbria e Lazio abbiamo infatti complessivamente erogato finanziamenti per 273 milioni di euro, di cui 152 alle imprese fino a 250 milioni di fatturato e 121 ai privati retail.

In Toscana, Regione con forti potenzialità di crescita, sono stati erogati 62 milioni di euro (ad Arezzo 20 mil, Firenze 15 mil e Siena 27 mil). UBI Banca, in funzione dei dati delle erogazioni indicati, offre un sostegno decisivo all’economia del Centro Italia, area in cui detiene anche depositi per oltre 6,2 miliardi di euro e raccolta indiretta per 4,4 miliardi di euro. Nella Macro Area nei primi tre mesi dell’anno sono stati sottoscritti oltre 247 milioni di euro tra risparmio gestito, assicurativo e prestiti obbligazionari, di cui 146 nel Lazio,70 in Toscana e 31 in Umbria. Importante il supporto offerto in queste aree anche ai vari distretti produttivi, tra cui si segnala il distretto orafo di Arezzo con un trend positivo soprattutto sui prodotti a breve termine

E’ stato particolarmente apprezzato dai nostri clienti il livello di servizio offerto tramite i professionisti che dialogano quotidianamente con privati e imprese al fine di modulare soluzioni sempre più definite sulla base degli scenari esterni e delle singole richieste dei nostri clienti in relazione alla protezione e sostenibilità degli investimenti, oltre che all’innovazione tecnologica e di servizio. Nel trimestre a tali attività si è affiancata anche la programmazione dell’impegno annuale della Banca nel partecipare attivamente con contributi diretti volti a sostenere iniziative di ampio rilievo sociale, in ambito umanitario, culturale ed artistico, organizzate da istituzioni o dalle realtà associative locali”.

I NUMERI DELLA MACRO AREA LAZIO, TOSCANA E UMBRIA DI UBI BANCA

224 SPORTELLI + 21 MINISPORTELLI

8 CENTRO IMPRESE

442.000 CLIENTI

I risultati al 31 marzo 2019 del Gruppo UBI

Utile del primo trimestre 2019, al netto delle poste non ricorrenti, in salita a 124,9 milioni rispetto ai 121 del primo trimestre 2018

Utile netto contabile a 82,2 milioni1, influenzato dall’accordo sindacale (117,7 milioni nel 1trim2018)

Il trimestre è caratterizzato dalla crescita del margine d’interesse - conseguenza della strategia di salvaguardia degli spread posta in essere a partire dal secondo semestre 2018 - dalla tenuta delle commissioni, dall’ulteriore contrazione degli oneri operativi e dal contenimento delle rettifiche su crediti.

Sale il margine d’interesse a 445,6 milioni, in crescita rispetto ai 437,8 del 1trim2018, trascinato dalla performance commerciale.

Spread clientela all’1,76% (1,70% nel 1trim2018): cresce il mark up sugli impieghi mentre il mark down sulla raccolta rimane costante pur in presenza delle recenti emissioni istituzionali.

Si confermano solide le commissioni nette a 400,9 milioni (407,3 nel 1trim2018 che beneficiavano di maggiori commissioni up front su fondi e sicav).

Scendono gli oneri operativi a 604,8 milioni, in riduzione rispetto ai 623,1 milioni del 1trim2018.

Risulta contenuto e pari a 128,6 milioni il costo del credito (117,9 nel 1trim2018 - che beneficiava di riprese sulle rettifiche collettive).

I crediti deteriorati lordi scendono ulteriormente a 9.458 milioni, segnando una riduzione di 258,4 milioni rispetto al 31 dicembre 2018 (-2,7%).

Texas ratio2 al 78,6% (85,3% a dicembre 2018 e 100,7% al 31.3.2018).

Default rate3 annualizzato del 1trim2019 allo 0,79% rispetto all’1,38% rilevato nel 4trim2018 e all’1,85% del 1trim2018.

Crescono le coperture di tutte le categorie di crediti deteriorati rispetto al 31.12.2018

Raccolta totale bancaria a 192,4 miliardi (187,3 all’1.1.20194), influenzata positivamente per quanto riguarda la componente di raccolta indiretta sia dalla crescita degli stock che da un effetto mercato positivo:

- Raccolta diretta bancaria a 93,6 miliardi (92,6 all’1.1.2019)

- Raccolta indiretta a 98,8 miliardi (94,7 al 31.12.2018)

Impieghi netti in bonis5 pari a 81,3 miliardi di euro, in contrazione rispetto a fine 2018 per effetto del dispiegarsi della strategia di salvaguardia degli spread.

Al 31 marzo 2019, il CET1 ratio fully loaded si attesta all’11,47% (11,34% del 31.12.2018) e include sia l’effetto positivo del passaggio ai modelli avanzati dei clienti propri delle tre banche acquisite e di altro retail, che quelli negativi relativi all’ulteriore aggiornamento dei parametri di rischio nei modelli avanzati e all’introduzione dell’IFRS16

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