Turismo, strutture ricettive scaldano i motori per settembre. Ferragosto sottotono nell’Aretino

Da marzo a giugno e da settembre a fine ottobre: sono queste le due “stagioni” del turismo ad Arezzo. E tre sono i settori che fanno da traino: lo sport, il business e la sanità.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   15 agosto 2017 18:05  |  Pubblicato in Economia, Arezzo


Mentre gli aretini vanno in vacanza e festeggiano il ferragosto al mare o con la classica gita fuori porta, gli albergatori scaldano i motori per il turismo che verrà. Quello che si risveglia con le temperature più fresche di settembre e ottobre. Perché pur essendo una città d’arte, un piccolo gioiellino nel cuore dell’Italia, Arezzo non è meta dei turisti agostani. “Non lo è mai stata – spiega Laura Lodone di Confcommercio – anche se negli ultimi anni si sono viste sempre più camere occupate. Basti pensare che se nel 2011 ad agosto le strutture aretine registravano solo il 35 per cento dei posti occupati, lo scorso anno si è arrivati al record del 51 per cento. Ma non dimentichiamo che ci sono stati anche forti ribassi nei prezzi delle camere”.

E’ così che va: da marzo a giugno e da settembre a fine ottobre. Sono queste le due “stagioni” del turismo ad Arezzo. E tre sono i settori che fanno da traino: lo sport, il business e la sanità.

Ma cosa accade nelle strutture extralberghiere? Agriturismi, case vacanza, appartamenti in affitto, durante i mesi estivi probabilmente hanno più fortuna. Ma il condizionale è d’obbligo. Perché sono poche le strutture che ad oggi comunicano al Comune la presenza di turisti, violando l’obbligo statistico. Stando a quanto rilevato dal Centro studi turistici di Firenze  addirittura di un 60 per cento di queste che non forniscono i dati. “E questo è un vero e proprio paradosso – spiega Lodone – perché i grandi tour operator per valutare le proposte che gli arrivano, si basano sul numero di turisti che si recano in quelle zone. Se i turisti risultano pochi, ne evincono che le mete non siano interessanti. Invece non è così: basterebbe che i numeri reali venissero comunicati per invogliarli ad investire. Aumentando così le presenze”.

Un paradosso tutto aretino, che in molte altre province non si verifica. Un paradosso che paralizza i movimenti turistici, ingessa i flussi e che si ripercuote quindi sul giro d’affari.

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
Altre dall'autore »
blog comments powered by Disqus