Turismo, +6,7% in provincia di Arezzo. E’ il dato più alto del 2017 in Toscana: record per la città

Sfiorate le 100 milioni di presenze turistiche in Toscana nel 2017. Un vero e proprio record che rischia di essere subito superato nell’anno in corso se verranno rispettate le proiezioni che parlano di ulteriori 2 milioni in più.

Enrica Cherici
Enrica Cherici
Invia per email  |  Stampa  |   15 maggio 2018 15:12  |  Pubblicato in Economia, Arezzo, Casentino, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina


Sfiorate le 100mila presenze turistiche in Toscana, la provincia di Arezzo quella con la performance migliore con un + 6,7% nel 2017, un record per la città di Arezzo che nello scorso anno ha raggiunto le 372.968 presenze.

Sono dati interessanti quelli che arrivano da Firenze dove all’auditorium del consiglio regionale della Toscana sono state presentate le statistiche dell’ultimo anno e le previsioni per il 2018.

La città di Arezzo

A Firenze presente l’assessore Marcello Comanducci: “Vorrei innanzitutto soffermarmi sul trend dal 2014 al 2017, durante il quale la città ha registrato un bel balzo. Tre anni fa le presenze turistiche hanno toccato quota 277.200, nel 2015 306.900, nel 2016 323.500 e nel 2017 372.968. Fra 2014 e 2017 corre un più 34,5%. Siamo al valore più alto di sempre e tutti questi numeri sono approssimati per difetto visto che alla Regione sfuggono i turisti ospitati in strutture ‘invisibili’, in genere le case private non registrate che affittano una stanza. Nello specifico, gli stranieri crescono il doppio degli italiani, più 22% contro più 11%. In termini economici questo si traduce in incrementi importanti per tutto il comparto, con ricadute positive sul lavoro: più occupazione e meno stagionalità, con quest’ultima che, grazie ad Arezzo Città del Natale e al mercato tirolese, segna comunque un picco di crescita davvero positivo nei mesi di novembre e dicembre. Ulteriore conseguenza è la crescita esponenziale di posti letto e strutture ricettive, un aspetto confortante che ci permette di dire che è l’intera città a crederci e voler andare avanti lungo questa strada. Perché deve essere chiara una cosa: tutto ciò non ci basta. Il record conseguito è il punto di partenza di un ‘viaggio’: e sono contento di intraprenderlo con la Fondazione Intour perché se Arezzo vuole essere protagonista del turismo toscano lo deve fare con professionalità e un ente ad hoc. Vogliamo dunque consolidare i segnali positivi, fare di Arezzo una meta turistica di grande appeal anche grazie a nuovi mercati che in prospettiva possono regalare soddisfazioni, penso a Russia, Brasile, Argentina e Cina. Statunitensi e canadesi, dal canto loro, ci hanno già individuato come attrattivi, specialmente le destinazioni rurali più sviluppate della regione, compresa la provincia di Arezzo”.

La provincia di Arezzo

Il territorio provinciale registra la miglior performance di crescita con un + 6,7%, alla pari di quella di Massa Carrara. L’Aretino cresce più di Firenze +5,7% di presenze, di Siena + 5,8% e Livorno + 6,1%.
Crescita superiore alla media regionale, dopo anni di regressi, anche in provincia di Pistoia (+4,1%) trainata dalla città di Pistoia e dalla montagna (+9.1%). Analogo trend anche per la provincia di Massa Carrara (+6,7%), mentre quella di Grosseto mantiene i valori del 2007 (+0.9% le presenze). Calo invece per Pisa (-0,7%) e Lucca (-3,7%) dopo un ottimo 2016 (+7.7%).Crescita infine anche per Prato con un buon +3,4%.

La Toscana e gli arrivi

Sfiorate le 100 milioni di presenze turistiche in Toscana nel 2017. Un vero e proprio record che rischia di essere subito superato nell’anno in corso se verranno rispettate le proiezioni che parlano di ulteriori 2 milioni in più. Sono questi alcuni dei numeri principali sull’andamento del turismo toscano presentati oggi presso l’Auditorium del Consiglio regionale a Firenze, curati da Irpet e dalla società SL&A turismo e territorio.

“Attenzione, professionalità, capacità di condividere le strategie: su queste basi poggia l’impegno futuro della Toscana del turismo – ha detto l’assessore Stefano Ciuoffo intervenendo in chiusura della mattinata – Non possiamo rimanere spettatori della futura domanda turistica, né possiamo permetterci di lasciare indietro realtà di grande valore che pur non essendo le città d’arte, devono diventare protagoniste di viaggi di qualità. E’ necessario dunque quel passo in più fatto di comportamenti mirati, specifici e ponderati che possano farci mettere in atto politiche sufficientemente efficaci per intercettare le domande specifiche. Siamo la Toscana dei grandi centri d’arte ma siamo anche la Toscana che deve imparare sempre di più a mettere in relazione i territori e sollecitare percorsi di qualità, coinvolgendo i turisti in quegli ambiti oggetto di una valorizzazione mirata. Le azioni d a mettere a regime sono tante, il lavoro impegnativo, ma i risultati esposti stamani ci danno la spinta e ci dicono che siamo sulla strada giusta” .

Ecco una sintesi dei dati Irpet. Nel 2017 gli arrivi in strutture ufficiali aumentano del 6,2% e le presenze del 3,8% rispetto al 2016, crescita quasi equamente determinata dalla componente straniera (+4% le presenze, + 6.2% gli arrivi) e da quella italiana (+3.6% le presenze, + 6.3% gli arrivi).
Il 2017 ha registrato un nuovo record assoluto di presenze: 46,3 milioni in strutture ufficiali, a cui aggiungerne circa 48 stimate da Irpet in alloggi non ufficiali trainate dal vero e proprio boom di presenze in case e appartamenti di privati prenotabili on line, e ulteriori 3,9 milioni in strutture ricettive inadempienti l’obbligo di comunicazione delle presenze.
Nel triennio 2015-2017 i settori caratteristici del turismo hanno creato in Toscana circa 15 mila posizioni lavorative in più con contratti standard di lavoro e oltre 23 mila dal 2009. Nel periodo 2009-2017 il saldo tra le entrate valutarie dal turismo internazionale, al netto delle spese dei turisti toscani all’estero, passa da 2 a 3 miliardi di euro. Nell’ultimo biennio aumenta del 9%. Il turismo si conferma dunque un importante attrattore di risorse per l’economia regionale ed un ammortizzatore della crisi occupazionale. Per quanto riguarda la crescita delle presenze attribuibile agli stranieri, tre i fattori da evidenziare: il dinamismo dei paesi extraeuropei, la frenata delle presenze dai mercati maturi dell’Europa occidentale e la crescita delle presenze dagli Stati Uniti.
Come avviene ormai da alcuni anni la componente extraeuropea è quella più dinamica in termini di crescita e rappresentata in particolare da Russia (+40.2%), Argentina (+18.9%), Brasile (+19.9%) e Cina (+13.8%); nazionalità che costituiscono il 10% delle presenze ma che in dieci anni hanno determinato circa il 60% della crescita complessiva straniera, a favore soprattutto delle città d’arte e delle strutture ricettive alberghiere di fascia più elevata.
L’aumento considerevole delle presenze statunitensi e canadesi (+8.5%) ha contributo al buon risultato di Firenze e delle destinazioni rurali più sviluppate della Toscana, in particolare a sud di Siena e nella provincia di Arezzo. Un freno alla crescita delle presenze straniere è arrivato dai mercati europei occidentali che rappresentano ancora oggi uno dei fattori più importanti per il turismo regionale, quasi un terzo del totale.
Diminuiscono le presenze dalla Francia (-4%), dalla Germania e Austria (-1.2%), dai Paesi Bassi e Belgio (-0.5%), con dei riflessi negativi in particolare per alcune destinazioni balneari come la Versilia e alcune mete del turismo rurale come l’Empolese Val d’Elsa e Montalbano, Garfagnana e Media Valle del Serchio, Valdarno Aretino, Amiata e Valdinievole.

Le previsioni per il 2018

Secondo l’indagine condotta da SL&A Turismo e Territorio per conto di Toscana Promozione Turistica, per il 2018 gli operatori toscani di settore intervistati prevedono quasi 2 milioni di presenze turistiche in più. La crescita prudenziale si attesta attorno al +4% negli arrivi (+3.3% per i turisti italiani e +4.4% per gli stranieri), con un aumento di fatturato del 3.4%. A credere di più in un 2018 positivo sono gli operatori attivi nelle destinazioni di montagna e di mare, seguiti da quelli delle località collinari che scommettono, in primo luogo, su un aumento delle presenze straniere. Mentre chi opera nelle città d’arte, sempre gettonatissime, non si sbilancia più di tanto prevedendo, sostanzialmente, di ripetere il successo del 2017.

 Enrica Cherici 
Enrica ChericiAretina D.o.c.g., giornalista con la passione amaranto. Mamma consapevole, moglie.
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