“Siamo rovinati”, la disperazione di migliaia di risparmiatori Bpel. Solidarietà dalle categorie economiche

Secondo i calcoli di Repubblica il valore complessivo delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria in mano a risparmiatori (per lo più della provincia di Arezzo), prima dell’azzeramento, si aggirerebbe sui 250 milioni di euro. Un capitale in fumo. A questi milioni di euro evaporati si devono aggiungere quelli delle azioni: 125 milioni la capitalizzazione al […]

Mattia Cialini
Mattia Cialini
Invia per email  |  Stampa  |   25 novembre 2015 11:22  |  Pubblicato in Economia, Arezzo

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Secondo i calcoli di Repubblica il valore complessivo delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria in mano a risparmiatori (per lo più della provincia di Arezzo), prima dell’azzeramento, si aggirerebbe sui 250 milioni di euro. Un capitale in fumo. A questi milioni di euro evaporati si devono aggiungere quelli delle azioni: 125 milioni la capitalizzazione al momento della chiusura delle contrattazioni in Borsa (0,58 euro ad azione per 217 milioni di azioni). Tuttavia, sempre secondo Repubblica, ogni azionista (in totale erano 62mila), in media avrebbe perso mille euro, non di più. Resta il fatto che una decina di anni fa il valore del titolo di Banca Etruria era trenta volte maggiore, arrivando a 18 euro per azione.

Sono decine di migliaia le famiglie aretine – piccoli e medi risparmiatori, imprenditori – coinvolte. Palpabile l’amarezza diffusa, su cui anche le categorie economiche si sono espresse. Ieri era arrivato, a questo proposito, anche il commento del presidente di Confindustria Toscana Sud Andrea Fabianelli: “Il pensiero va ai moltissimi nostri concittadini e colleghi imprenditori che, in qualità di azionisti o detentori di obbligazioni subordinate, subiranno in pieno gli effetti del rischio d’impresa”. Dello stesso tenore l’intervento di Ferrer Vannetti di Confartigianato: “Siamo convinti che possano e debbano essere introdotte norme di salvaguardia per i risparmiatori e le imprese che in questi anni si sono rivolte con piena fiducia a Banca Etruria, sottoscrivendo anche l’acquisto di azioni e obbligazioni subordinate”. Aveva aggiunto Franca Binazzi, presidente di Cna: “Resta la preoccupazione del contraccolpo che subiranno gli imprenditori a causa dell’azzeramento dei titoli in alcuni casi acquistati nel contesto del rapporto che le imprese avevano con la banca. Adesso è indispensabile che non ci siano ripercussioni sugli affidamenti alle aziende, in modo particolare in quei casi in cui azioni ed obbligazioni subordinate erano a garanzia della posizioni affidate a breve e per le quali la banca avrebbe anche la facoltà di esercitare un recesso unilaterale. Occorrono misure di salvaguardia per risparmiatori ed imprese da prevedere in fase di conversione del decreto”.  Mario Checcaglini di Confesercenti aveva espresso solidarietà “a tutti coloro che negli anni hanno sottoscritto le azioni della banca”. Franco Marinoni di Ascom ha denunciato, invece, la mancanza di rigore anche nelle gestioni precedenti della banca e ha espresso vicinanza ai correntisti “‘obbligati’ a diventare azionisti”.

E il malcontento, la frustrazione, l’amarezza arrivano sotto forma di mail, di messaggi, di post su facebook, di telefonate alla nostra redazione. Esistenze toccate, se non sconvolte, dalla perdita consistente di risparmi. “Ero un’obbligazionista – scrive Francesca -, delle mie obbligazioni non è rimasto più niente e nessuno ancora mi ha detto niente. Addirittura mia madre è convinta che sia tutto a posto. Scusate lo sfogo ma i miei 20 mila euro li hanno buttati”. Si fa fatica a mantenere i toni pacati (i commenti sono depurati da ingiurie e parolacce) e c’è da capire chi ha perso migliaia e migliaia di euro. “Mi hanno azzerato i risparmi di una vita, 40mila euro: Vergogna”, dice Federico. Che aggiunge: “Erano tutti i risparmi di una vita, destinati alla figlia tra 10 anni. Alla scadenza, appunto. E ora me li vedo azzerare”. E poi Lele: “I miei hanno investito tutto quello che avevano in obbligazioni e azioni ‘sicure’ e hanno perso tutto? Ma siamo di fuori?”. “Ci hanno rovinato – scrive Ida – i sogni di una vita e soprattutto i sacrifici di una vita per lasciare qualcosa ai figli. Spero che la magistratura indaghi e che rimanendo tutti uniti con l’aiuto dei media e di qualche legale si possa almeno in parte rientrare del capitale investito. La banca mi ha sempre rassicurata: chiedo aiuto a qualche associazione per capire come muovermi, cosa fare per far valere i miei diritti”. “Siamo rovinati”, è lo sfogo di un altro lettore, Paolo. Solidarietà infine in qualche messaggio anche ai dipendenti. “Chi sta allo sportello – scrive ancora Lele – ha perso quanto noi. Così come i loro figli, suoceri, cognati. Son vittime anche loro”.

@MattiaCialini

 Mattia Cialini 
Mattia CialiniNato nel 1983, lacustre trapiantato in Toscana. Vivo ad Arezzo, mi sento a casa anche al Trasimeno e in Maremma. Laureato in comunicazione di massa all'Università di Siena. Amo scrivere, ho la fortuna di farlo per mestiere dal 2002. Sommelier Ais
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