Ripubblicizzazione del servizio idrico. Ait: "Lo faremo nei prossimi 16 anni", ma Estra è già pronta

Ripubblicizzare il servizio idrico in Toscana, creando una società unica e attiva su tutto il territorio, si può.  L'incognita però restano i tempi. Già, perché secondo il direttore generale di Ait, Alessandro Mazzei, la realizzazione di una...

Ripubblicizzare il servizio idrico in Toscana, creando una società unica e attiva su tutto il territorio, si può. L'incognita però restano i tempi. Già, perché secondo il direttore generale di Ait, Alessandro Mazzei, la realizzazione di una holding con queste caratteristiche potrebbe trovare concreta applicazione prima del 2034. Tra 16 anni circa.

Nel frattempo invece, la gestione del servizio idrico, rimarrebbe in carico ai vari gestori attivi nelle province toscane.

L'argomento è tornato alla ribalta in seguito alle recenti dichiarazioni del governatore regionale Enrico Rossi che ha presentato al proprio consiglio una proposta mirata ad ottenere un ritorno alla gestione pubblica del bene idrico creando una società unica, pubblica e regionale.

"Sarà un percorso - ha sottolineato Rossi - da concertare con i sindaci del territorio".

Attualmente le società principali che si occupano della fornitura sul territorio toscano sono: Publiacqua (Firenze, Valdarno fiorentino e aretino, Pistoia e Prato), Nuove Acque (Arezzo e parte della Valdichiana senese), Acquedotto del Fiora (Siena e Grosseto), Gaia (Lunigiana e Lucca), Acque Spa (parte del Fiorentino e del Pisano), Asa (Livorno e Pisa).

Una per ogni Ambito territoriale ottimale (Ato).

Ciascuna ha dei contratti di affidamento del servizio con Ait attraverso il quale vengono regolamentati tempi, tariffe ed investimenti nei vari ambiti di competenza. Il primo in scadenza è quello con Publiacqua (2021), poi Acquedotto del Fiora, Acque Spa e Asa Spa (2026), Nuove Acque (recentemente prorogato al 2027) ed infine Gaia (2034).

La creazione di questa holding dunque, dovrebbe arrivare prima dell'ultima scadenza e dovrà nasce da una concertazione tra i membri dell'assemblea Ait e i 50 sindaci che ne fanno parte, in rappresentanza di tutti i Comuni.

Una tabella di marcia, a detta del dg di Ait Mazzei, obbligata visto che "sono tre i temi principali da affrontare in questo contesto: liquidare i privati che attualmente fanno parte delle società di gestione; non disporre aumenti ulteriori delle tariffe; mantenere in certi casi gli investimenti programmati e in altri casi aumentare gli investimenti sulla rete acquedottistica e sulla parte dell’impiantistica depurativa".

Ma un'altra chiave di lettura della vicenda acqua che in questi mesi è stata fornita a più riprese, non ultimo il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, potrebbe essere quella della presa in carico della gestione del servizio da parte di una società pubblica, non una holding ex novo, bensì una multiutility come Estra.

E' stato all'indomani del prolungamento della concessione a Nuove Acque che il primo cittadino di Arezzo è intervenuto sottolineando come il servizio di approvvigionamento vada rivisto.

Estra, secondo Ghinelli così come molti altri sindaci toscani, potrebbe incarnare il prototipo di veicolo per il ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico. I comuni e le amministrazioni pubbliche, come previsto dai vincoli del patto di stabilità, non possono disporre delle cifre necessarie per investimenti nel territorio. Estra, pur essendo una partecipata a maggioranza pubblica, è una realtà aziendale capace di riversare fondi e mettere in campo sinergie utili.

"C'è necessità di un ingresso, qualunque esso sia, costruito sulle regole vigenti, di un soggetto che possa rappresentare una multiutility pubblica capace, con la propria presenza, di sviluppare politiche di gestione della risorsa idrica virtuosa e nell’interesse del territorio per rendere il servizio non più monopolizzato sia sul piano politico che gestionale, cosa che certo bene non ha fatto a questo territorio. Se poi – sottolineò il sindaco di Arezzo – come da più parti si è detto, la multiutiliy in questione sarà Estra, non posso che esserne pienamente soddisfatto, vista l’impronta di vicinanza ai Sindaci e ai territori che questa sta con forza dimostrando nella gestione di un servizio differente ma non distante come quello del gas”.

/attualita/concessione-prorogata-nuove-acque-ghinelli-la-battaglia-la-legittimita-non-chiusa/ Dal canto suo Estra studia già da qualche tempo come diventare una multiutility sull'esempio di Hera, altro gigante dei servizi.

Abbiamo fatto un’analisi dei servizi pubblici in Toscana su come sono organizzati – ha spiegato a suo tempo il presidente Francesco Macrì, durante una giornata di studio dedicata proprio al tema della multiutility – Di seguito abbiamo evidenziato un sistema di società miste formate da partecipate che hanno al loro interno anche multinazionali. Il nostro sistema si fonda su continuare fare dei bandi per gli appalti gestionali dove vigono regole ben precise. Noi abbiamo presentato oggi la proposta di lanciare una multiutility regionale che abbia come finalità quella di restituire l’intero Pil prodotto ai nostri territori. Vogliamo rimettere al centro dell’azione i sindaci e le municipalità. Oltre che gestire in maniera efficiente i servizi con un rapporto qualitativo ed economico all’altezza delle richieste dei cittadini. Il nostro gruppo si mette a disposizione dei sindaci toscani per interpretare un ruolo strategico nella gestione di almeno tre dei principali servizi pubblici: gas, acqua e rifiuti. La storia di Estra ha dimostrato, con i fatti, che abbiamo le carte in regola per gestire i servizi in maniera efficace garantendo equilibrio tra sostenibilità economica e sociale”.

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