Rimborsi agli azionisti Banca Etruria, da Ubi al fondo di risoluzione? Tutto dovrà passare da un tribunale

Dopo il caso di 50 ricorsi persi da Ubi, un approfondimento sulle ipotesi future

Una manifestazione di risparmiatori di fronte alla vecchia sede di Banca Etruria

Se la Consob ha individuato in Ubi il soggetto passivo per dare seguito ai diritti risarcitori degli azionisti e degli obbligazionisti azzerati di Banca Etruria, così come per Banca Marche, dall'altro Ubi ha in tasca il contratto di risoluzione che prevede una serie di manleve che anche secondo gli avvocati dell'istituto bancario, la pongono al riparo da rischi legali, dal dover pagare effettivamente i risarcimenti ai risparmiatori.

Primi anticipi dei rimborsi nei conti correnti degli azionisti di Banca Etruria

Secondo quanto noto, il contratto firmato con il Fondo di risoluzione prevede una copertura fino ad un massimo di 250 milioni di euro di rischio potenziale a fronte di contenzioso legale attuale o futuro, fino a 280 milioni a fronte di possibili contestazioni derivanti da azionisti delle tre banche inglobate, compresa quindi Banca Etruria. Ci sarebbero anche garanzie a copertura del rischio legato all’indennizzo dei precedenti obbligazionisti subordinati.

Ma al momento manca un passaggio fondamentale. Perché le disposizioni del lodo arbitrale in seno alla Consob sono scritte nero su bianco, pubblicate per ogni singolo caso, con l'elenco delle richieste da ottemperare. Ma per essere esecutivo dovrà passare da un tribunale. E infatti per adesso Ubi non si è mossa, gli anticipi sui rimborsi agli azionisti sono arrivati per il 30% direttamente da Consob, grazie alla finestra aperta dal Milleproroghe e già chiusa.

Servirà dunque un passaggio in tribunale per rendere esecutiva la sentenza, un giudice dovrà stabilire caso per caso se Ubi o il Fondo di risoluzione per essa, dovrà procedere ai pagamenti a titolo di risarcimento.

L'approfondimento: l'operazione del mediatore aretino e l'interpretazione del lodo arbitrale

Poche sono le cose certe in tutta questa vicenda, vero è che nel Fondo di risoluzione ci sono degli accantonamenti proprio per casi come questi, ma anche che dal cuore di Arezzo, la sede di Banca Etruria è partita un'azione concreta e allo stesso simbolica che ha portato a riconoscere diritti risarcitori degli azionisti per la prima volta in Italia, coloro che avevano fatto ricorso al logo arbitrale entro la fine del 2018 hanno anche potuto avere già riconosciuti parte dei rimborsi nei loro conti correnti e questo ha reso l'azione molto più forte.

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