Recovery fund e misure UE, come stanno reagendo i mercati?

Come risponde la borsa alla notizia dei Recovery Fund e delle altre misure che l’Unione Europea sta mettendo in campo per fronteggiare la crisi economica

E’ stata per ora positiva la reazione della borsa italiana alla notizia degli aiuti europei all’Italia e agli altri paesi dell’Unione colpiti dal Coronavirus. I rialzi sono iniziati a Milano a partire dalle notizie riguardanti i Recovery Fund e le altre misure che l’Unione Europea sta mettendo in campo per fronteggiare la crisi economica collegata all’emergenza Coronavirus e che riguardano in misura sostanziale anche l’Italia. 

L’FTSE MIB, l’indice più importante di Piazza Affari, ha in effetti fatto registrare una crescita a partire dall’annuncio UE del 27 maggio, anche se la corsa positiva era già iniziata con le indiscrezioni dei giorni precedenti. In generale dunque, queste misure hanno instillato ottimismo nei mercati. propiziando un rialzo in positivo degli scambi compresi la gran parte di quelli relativi al trading delle materie prime. Per quanto riguarda queste ultimei, molto bene è andato l’argento, protagonista di una corsa che l’ha riportato sopra i 18 dollari. Tradizionalmente legato al mondo della manifattura, esso secondo alcuni analisti potrebbe avere un ruolo importante anche in uno scenario post-pandemico e puntare verso i 25 dollari. Ci si aspetta una ripartenza anche per l’oro, mentre più complessa è chiaramente la situazione del petrolio, che nel trading delle materie prime è stato protagonista come è noto di una corsa al ribasso già dall’inizio dell’emergenza Covid-19 e rispetto al quale si attendono le prossime mosse dell’OPEC, al momento profondamente diviso al suo interno.
FTSE_MIB_25giugno2020-2

Cosa prevedono le misure UE

Come detto, lo scorso 27 maggio l’UE europea ha annunciato una serie di misure delle quali la principale è il cosiddetto Recovery Fund. Si tratta in totale di 750 miliardi stanziati dei quali

  • 500 miliardi verranno erogati a fondo perduto, ovvero come sovvenzioni. In altre parole, essi non dovranno essere restituiti dai paesi beneficiari
  • 250 miliardi 250 come prestiti per finanziare programmi europei coerenti con le priorità della Commissione Von der Leyen

Al Recovery Fund verranno rispettivamente riservati 310 miliardi a fondo perduto e 250 di prestito. Secondo il documento dell’Unione, essi dovranno essere riservati a “il sociale, l’occupazione, l’istruzione, la ricerca e innovazione e la salute, ma anche aree legate al business environment come la pubblica amministrazione e il settore finanziario”. La Commissione europea si offre di fornire un “supporto tecnico” per un’efficace utilizzazione dei fondi. Ma la “potenza di fuoco” messa in campo prevede anche alcuni stanziamenti minori ma comunque importanti. Tra questi:

  • 55 miliardi allocati per il React-EU che saranno uno strumento da spalmare nel tempo (5 miliardi nel 2020) e che verranno calibrati a seconda delle congiunture economiche e delle necessità via via rilevate nei vari settori che l’emergenza potrebbe toccare, come il livello occupazionale
  • 31 miliardi per il Solvency support instrument che dovrebbe servire a scongiurare ““gravi carenze di capitale e default di aziende altrimenti solide”
  • Verrà aumentato di 15 miliardi il budget di InvestEu, conosciuto come piano Juncker, fondo destinato a infrastrutture sostenibili; ricerca, innovazione e digitalizzazione; piccole e medie imprese; investimenti sociali e competenze.
  • Il programma Eu4Health dovrà invece con 9.4 miliardi rafforzare la sicurezza sanitaria anche in vista di future possibili pandemie.

Quanto andrà all’Italia?

Dei 750 miliardi complessivamente stanziati la fetta più grande andrà proprio al nostro paese, con 172,7 miliardi destinati. Al secondo posto la Spagna, con 140 miliardi circa..  Per quanto riguarda i fondi destinati al nostro paese, 81,7 sarebbero versati a fondo perduto e 63,1 in forma di prestiti da restituire. Per quanto riguarda le somme da rimborsare, la Commissione suggerisce che esse vengano recuperate dai Paesi soprattutto tramite tasse sulle emissioni, sulla plastica, sulle multinazionali e con la digital tax. L’UE si propone di finanziare questo imponente piano in particolar modo tramite  Positivi i commenti del Governo e in particolare del premier Conte che parla di “piano imponente” ma la strada non è ancora del tutto in discesa I “falchi” e tra questi in particolare i Paesi Bassi, parlano di negoziati ancora lunghi per arrivare a un accordo definitivo: non è un mistero che infatti alcuni paesi dell’UE siano nettamente contrari in particolare a misure a fondo perduto e senza condizionalità.

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La ripresa proseguirà?

Come detto, i mercati nelle ultime 2 settimane hanno mostrato segni di ottimismo da quella che da tutti è considerata come la crisi economica globale più grave del dopoguerra, peggiore anche di quella del 2008. Agli effetti positivi delle misure europee va aggiunto il progressivo miglioramento della situazione anche nei paesi più colpiti come l’Italia. I grafici dei contagi sono infatti progressivamente in discesa e questo non può che infondere un certo ottimismo. Queste valutazioni però, non possono essere del tutto slegate dall’incubo ancora non sciolto dagli scienziati di una possibile seconda ondata dell’epidemia che alcuni ritengono teoricamente possibile soprattutto dopo l’estate. E’ infatti certo che un’economia già profondamente provata dalla pandemia, difficilmente potrebbe tollerare ulteriori misure di lockdown prese in Autunno e questo è probabilmente ciò che più di ogni altraq cosa rallenta l’ottimismo dei mercati, anche in considerazione del fatto che anche le migliori previsioni non contemplano il possibile arrivo di un vaccino prima della primavera del 2021. Intanto però, la “potenza di fuoco” messa in campo dall’UE ha certamente avuto l’effetto di dare respiro ai mercati e di propiziare una prima, visibile ripresa degli stessi.

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