Più 6,1% in sei mesi nel prezzo dell'oro. Vola l'export di metalli preziosi e gioielli

Confrontando i dati emerge che oltre al prezzo dell'oro si registra un effettivo aumento delle vendite

I metalli preziosi rappresentano la voce più rilevante dell’export provinciale e arrivano a sfiorare nei primi sei mesi del 2019 quota 1,6 miliardi di euro, in forte crescita rispetto allo stesso periodo del 2018 (+46,2%).

La gioielleria ed oreficeria, seconda voce dell’export aretino, chiude il primo semestre con un aumento dell’11,4%, attestandosi a circa 1,052 miliardi di euro.

Il prezzo dell'oro in questo semestre, sulla base delle quotazioni giornaliere pubblicate dal World Gold Council, ha presentato un incremento del 6,1% nelle quotazioni in euro, contribuendo quindi ad aumentare in tal modo l’export orafo in valore: una parte della crescita evidenziata sia per i metalli preziosi che per l’oreficeria può quindi essere dovuta ad un mero aumento dei prezzi della materia prima, che però, visti i livelli degli incrementi, si unisce comunque ad una effettiva crescita delle vendite.

Il confronto con gli altri due distretti orafi nazionali mostra che il polo di Arezzo ha ottenuto risultati migliori rispetto agli altri due: Vicenza infatti è in crescita ma solo del 3,4%, mentre Alessandria si avvicina al risultato aretino ma con un punto percentuale  in meno di crescita (10,1%). A livello nazionale il comparto della gioielleria chiude il semestre con un incremento delle vendite all’estero dell’8,9%. 

Analizzando i principali mercati di riferimento dell’export orafo aretino, sono in ripresa gli Emirati Arabi Uniti (+14,8%), Hong Kong (+9,8%) e Stati Uniti (+31,2%). La Turchia risulta in crescita del 3,9% che però, vista la dinamica dei prezzi dell’oro, non dovrebbe rappresentare in realtà un risultato positivo.

Il comparto della moda è in crescita del 5,9% attestandosi a più di 414 milioni di euro: il miglioramento interessa praticamente tutti le specializzazioni: abbigliamento (+6%),  pelletteria (+5,6%) e calzature (+8,9%), con la sola eccezione del tessile (-4,2%).

Fra gli altri settori crescono quasi tutte le principali categorie merceologiche: apparecchiature elettriche (+30,3%), prodotti chimici (+7,1%), elettronica (+0,4%), prodotti alimentari (+2,7%), bevande (+7,4%), mezzi di trasporto (+29,9%), prodotti in metallo (+13,8) e mobili (+9,3%).

Al contrario sono in flessione:macchinari (-2,4%), prodotti farmaceutici (-11,4%) e carta e prodotti in carta (-12,2%).

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