Da Monnalisa a Sarabanda, i brand aretini pronti per Pitti Bimbo

L'esposizione internazionale di moda per bambini si terrà a Firenze dal 16 al 18 gennaio prossimo

Una sfilata di qualche anno fa al Pitti Bimbo

Dal 16 al 18 gennaio prossimi a Firenze si terrà la nuova edizione di Pitti Bimbo, dove si dà appuntamento il mondo del childrenswear per il salone internazionale dell'abbigliamento e degli accesssori per bambini  che  diventata la piattaforma di riferimento per presentare le nuove tendenze della moda bimbo.

Tra gli stand che hanno annunciato la loro presenza spiccano anche due marchi aretini come Monnalisa e Sarabanda.

L'azienda che ha sede in via Madame Curie si presenta così nel sito di Pitti Immagine Bimbo:

Monnalisa è stata fondata ad Arezzo nel 1968 da Piero Iacomoni e Barbara Bertocci, oggi rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione e direttore creativo. La filosofia di Monnalisa è basata sulla combinazione unica di attività imprenditoriale, innovazione, ricerca di nuovi mercati, styling originale e particolare attenzione allo sviluppo delle risorse e competenze aziendali. Distribuita in oltre 64 Paesi, sia in flagship store diretti che nei più prestigiosi department store del mondo e in oltre 1.000 punti vendita multibrand, ha un fatturato 2016 di circa 41 milioni di euro e un export pari al 62% della produzione totale. All’offerta di grande qualità e di interessante contenuto moda, unisce investimenti significativi in ricerca e sviluppo, grande sensibilità sociale, conformità alla norma SA8000 e certificazione ambientale ISO 14001.

Monnalisa ha già in calendario la sua sfilata. La collezione autunno/inverno 2020-2021 sarà presentata nel corso dell'evento che si terrà giovedì 16 gennaio, giorno di apertura del Pitti, alle 19, alla stazione Leopolda che sarà debitamente allestita in stile Monnalisa per l'occasione.

Sarabanda è invece uno dei marchi prodotti dalla Miniconf di Ortignano Raggiolo che si presenta così:

Miniconf, azienda dedicata all’abbigliamento per l’infanzia, nasce nel 1973 da un’ispirazione del suo attuale presidente, Giovanni Basagni.
Il luogo di nascita è già di per sé ricco di magia: Ortignano, nel cuore della valle del Casentino, nella parte orientale della Toscana, tra montagne ricoperte di faggi e abeti, colline orlate da querce e castagni e improvvisi precipizi a valle dove scorre il primo tratto dell’Arno. 
Forse l’ambiente che compone in armonia quelli che sono elementi contrastanti fu il misterioso motore che determinò, fin dai primi anni, la crescita quieta e sicura dell’impresa: da 2 miliardi di lire di fatturato a 35 miliardi, negli anni ’80, passando a 45 miliardi negli anni ’90, per arrivare, nell’esercizio del 2010, a 75 milioni di euro.
Oggi Miniconf è un’azienda leader nel settore, grazie ai suoi brand Sarabanda, Dodipetto e iDO e al fatto di aver puntato su una distribuzione multicanale, sull’attenzione alle nuove tecnologie, su una logistica all’avanguardia, su una capacità di ascolto del mercato e dei consumatori davvero unica. E il Casentino, con il raccoglimento delle sue pievi e l’ardimento dei suoi picchi rocciosi, è stato sicuramente un fattore determinante. Così come il carattere fiero e determinato dei suoi abitanti (i collaboratori dell’azienda hanno quasi tutti le proprie “radici” in questa zona). O come il fatto di operare in una regione vivace e stimolante come la Toscana, fin dal Medioevo patria di grandi artisti e grandissimi artigiani.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Scontro tra tir in A1: corsia a lungo chiusa, caos traffico. Due feriti estratti dalle lamiere

  • Sugar è il miglior negozio del pianeta: Arezzo sul tetto del mondo con Mosca e Tokyo

  • "Ciao Nicola, gigante dal cuore gentile". Croce Rossa e Sbandieratori in lutto per l'improvvisa scomparsa di Bocciardi

  • Le classifiche dalla serie C alla Terza categoria | 2019/2020

  • Bimbo aretino nasce con l'intestino nel torace: salvato con rarissimo intervento

  • Mamma e figlia di 3 anni inseguite e minacciate per via di un parcheggio: "Siamo dovute correre dentro l'asilo"

Torna su
ArezzoNotizie è in caricamento