L'Ordine dei Commercialisti di Arezzo: "Bene la quota rosa del 40% nei Cda"

“Condividiamo l’emendamento proposto dalla senatrice e collega Donatella Conzatti - afferma il presidente Giovanni Grazzini - Ciò non solo perché crediamo nel principio di equità ma anche perché i dati dimostrano che la parità di genere rappresenta anche un’opportunità economica e di sviluppo"

Approvare l’emendamento alla legge di Bilancio sulle quote di genere nei cda delle società che prevede la proroga della legge Golfo-Mosca e l'aumento fino al 40% della percentuale di donne nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali delle quotate. E’ quanto ha affermato, nei giorni scorsi, il Consiglio nazionale dell’ordine dei Commercialisti per voce del suo presidente Massimo Miani e ribadito da Marcella Galvani, consigliere nazionale, delegata alle pari opportunità.

Una posizione condivisa anche dall’Ordine dei Dottori commercialisti ed Esperti Contabili della provincia di Arezzo. “Condividiamo l’emendamento proposto dalla senatrice e collega Donatella Conzatti - afferma il presidente Giovanni Grazzini - Ciò non solo perché crediamo nel principio di equità che sottostà al meccanismo previsto dalla norma ma anche perché i dati dimostrano che la parità di genere rappresenta anche un’opportunità economica e di sviluppo. Ci riferiamo a quanto emerso dagli studi della Consob sulle società quotate a Piazza Affari ossia che la presenza femminile nei board per almeno il 40% consentirebbe una crescita di molti indicatori di performance, che rendono più attrattiva l’azienda agli occhi di potenziali investitori. Gli incarichi oggetto della legge – prosegue Grazzini - rappresentano una delle attività prevalenti della nostra professione e pertanto ci sentiamo di appoggiare la proposta di legge e di supportare il Consiglio Nazionale nella presa di posizione assunta rispetto all’emendamento”

A Grazzini fa eco Carla Vilucchi, Responsabile Comitato Pari Opportunità dell’Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili provincia di Arezzo: “La situazione attuale delle aziende italiane non ha ancora raggiunto gli standard auspicati. A livello qualitativo permane un disequilibrio nella retribuzione e nella tipologia di incarichi per le donne nei board. Ma anche a livello quantitativo la loro presenza deve essere consolidata perché come dimostrano diverse ricerche sotto la soglia critica del 30% le minoranze tendono ad adeguarsi allo stile predominante, rendendo ardua la possibilità di incidere sulle scelte strategiche delle organizzazioni. Alcune importanti aziende italiane – spiega Vilucchi - hanno approvato una modifica dello statuto che rende permanente gli effetti della legge Golfo-Mosca prevedendo l’assegnazione al genere meno rappresentato di almeno un terzo dei posti disponibili nei cda e nei collegi sindacali. Questa modifica può rappresentare un cambio di passo che punta a diffondere stabilmente la cultura delle pari opportunità”

“La complessità del tema – conclude Grazzini - impone una valutazione politica e sociale ancor più ampia che, partendo anche dai drammatici dati sulla de-natalità nel nostro Paese, contempli l’inserimento di misure, strutture e investimenti importanti finalizzati alla creazione di un ambiente favorevole per le donne alla conciliazione famiglia-lavoro e alla valorizzazione del merito”

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