Musei aretini: Piero è il motore, quasi 100mila visite. Casa Vasari: +15%

I dati del gestore Munus: oltre 160mila ingressi nel 2017, +41% rispetto all’anno precedente. Effetto traino della mostra Grand Tour. Stabili le presenze all’Archeologico

Mattia Cialini
Mattia Cialini
Invia per email  |  Stampa  |   11 gennaio 2018 7:30  |  Pubblicato in Economia, Arezzo, Cultura, eventi e spettacolo


Benissimo il sistema museale nel suo complesso (+41% di presenze), spinto dalla mostra sul Grand Tour; bene Casa Vasari, con un aumento nell’afflusso del 15%; stabile la Cappella Bacci con il ciclo della Vera croce di Piero della Francesca – ma difficilmente si può sfondare la quota dei 100mila visitatori ormai raggiunta perché gli ingressi sono contingentati – e stazionario anche il Museo Archeologico. “Ma a volte – spiega Lorenzo Soave della società Munus, che gestisce i tre importanti siti aretini – è fondamentale mantenere il risultato raggiunto, specialmente in periodi di difficoltà”. Eppure, parrebbe che ad Arezzo città il turismo nel 2017 abbia avuto dati confortanti. “Ho avuto feedback diversi”, aggiunge.

Difficile mettere ancora ordine nella matassa di dati a disposizione, tra ingressi singoli, di gruppo, gratuiti per scolaresche, cumulativi per più siti. Ma Munus si sbottona quantomeno per un dato consuntivo. “Nel 2017 i visitatori del sistema museale statale di Arezzo sono stati 161.247. Abbiamo retto bene, con un incremento del 41% nel complesso dei visitatori, dovuto in particolare alla mostra Il Grand Tour e le origini del 3D“.

Insomma, in un anno le visite sono aumentate sostanzialmente rispetto alle 115mila del 2016, in particolare per via dell’allestimento temporaneo del Grand Tour, diviso in due location: San Francesco e Archeologico. Nel primo caso è stato anche più agevole conteggiare le presenze della mostra, perché l’ingresso rispetto alla Cappella Bacci era distinto (ma con la possibilità di visitare mostra e ciclo pierfrancescano con biglietto maggiorato), stesso ingresso per museo Gaio Cilnio Mecenate e l’altra parte della mostra: biglietto unico, senza maggiorazioni. “Un’iniziativa che certamente ha aiutato l’Archeologico a confermare le presenze del 2016”, aggiunge Soave.

Ma se c’è un vincitore tra i siti del sistema aretino è Casa Vasari che fa registrare un’impennata del 15%. “Chiaramente siamo lontani dai numeri degli affreschi di Piero – spiegano da Munus – ma fa piacere constatare come ci sia un rinnovato interesse per un museo con tesori e bellezze incredibili”.

Foto: in copertina gli affreschi del Ciclo della Vera Croce di Piero della Francesca nella Basilica di San Francesco, dall’alto uno scatto dalla mostra Grand Tour, il museo Archeologico visto dall’Anfiteatro romano, un dettaglio di Casa Vasari

@MattiaCialini

 Mattia Cialini 
Mattia CialiniNato nel 1983, lacustre trapiantato in Toscana. Vivo ad Arezzo, mi sento a casa anche al Trasimeno e in Maremma. Laureato in comunicazione di massa all'Università di Siena. Amo scrivere, ho la fortuna di farlo per mestiere dal 2002. Sommelier Ais
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