Meno vino in tavola ma Doc. Germania pazza per le bottiglie aretine, import dalla Francia +1000%

Meno vino ma di più alta qualità. Il trend a tavola (e non) è proprio questo. Sorseggiare rossi e bianchi DOC anziché prodotti low cost. In questo senso basta pensare che negli ultimi 45 anni il consumo pro capite di vino è passato da 120 litri...

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Meno vino ma di più alta qualità. Il trend a tavola (e non) è proprio questo. Sorseggiare rossi e bianchi DOC anziché prodotti low cost. In questo senso basta pensare che negli ultimi 45 anni il consumo pro capite di vino è passato da 120 litri annui per persona a 40 (dati Assoenologi). Ma non solo. Nel 1980 in vino da tavola rappresentava il 90% della produzione italiana. Oggi invece è il 30%.

Dunque un buon calice non si rifiuta ma, i consumatori stanno molto più attenti a cosa bevono e amano testare nuove esperienze e nuovi sapori.

Per quanto concerne la realtà aretina, il settore può contare su una superficie vitata di oltre 6200 ettari. Di questi il 15 per cento sono coltivati per la produzione di vino comune, il 25% per IGT e ben il 60% per prodotti di denominazione d’origine per un quantitativo di oltre 200mila ettolitri all'anno. Ad Arezzo sono poi presenti una DOCG, 5 DOC e 2 IGP.

Le cinque DOC provinciali aretine sono: Colli dell'Etruria Centrale, Cortona, Valdichiana, Vinsanto del Chianti e la DOC Valdarno di Sopra che è stata riconosciuta nel 2011 e comprende i terreni della zona da Pian di Scò a Castiglion Fibocchi e da Cavriglia a Civitella, includendo come subzona la vecchia DOC Pietraviva, oltre naturalmente alla DOCG Chianti, Chianti Colli Aretini, Chianti Superiore e Chianti Riserva.

Export - La Germania pazza per i vini aretini: 38,5 milioni di euro per rossi e bianchi

vino11Nel 2014 il valore del vino aretino esportato è stato di circa 78,2 milioni di euro con una crescita del 6,4% rispetto al 2013. I paesi dove si indirizza maggiormente l'export di vini nostrani sono Germania, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito e USA.

Nei primi sei mesi del 2015 invece, il dato riguardante le esportazioni nel settore delle bevande ha visto un leggero arretramento (-0,9%). Cifra in linea con il trend nazionale ma si inserisce in un contesto ben più ampio dove il mercato enologico aretino ha segnato delle ottime performance. E' soprattutto la Germania ad apprezzare i prodotti delle vigne locali facendo fatturare nel 2015 agli esportatori 38,5 milioni di euro (49% del totale) per un aumento complessivo dell’11,9 per cento.

Import – Dalla Francia ad Arezzo: più mille per cento di ordinativi

vino4Nel 2013 il valore complessivo degli ordinativi fatti verso la Francia per il vino ammontavano a 400mila euro annui. Un anno più tardi sono diventati 4 milioni.

“Un dato che testimonia una evoluzione qualitativa dei consumatori aretini – si legge in un’indagine di Unioncamere - Oggi c'è una grande riscoperta della cultura del bere bene, una cultura che si sta diffondendo fortemente e ha fatto sviluppare anche un nuovo modo di fare turismo, puntando non più solo sugli aspetti culturali, artistici e paesaggistici ma sull'enogastronomia che coniuga la visita a cantine con percorsi entro i nostri territori. Come per altre zone vinicole della Toscana, anche in provincia d’Arezzo il settore vitivinicolo è in evoluzione, impegnato su più fronti: riconversione e rinnovamento dei vigneti, miglioramento delle tecniche produttive, rilancio di alcune zone, miglioramento della qualità dei vini ed infine costruzione di un’immagine agli occhi del consumatore finale.”.

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In provincia di Arezzo i viticoltori rivendicanti le DOC, DOCG IGP è 1.441 i quali possono contare su 4.138 ettari e oltre 280mila quintali di uva.

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