Lavoro a tempo e specializzato: ecco il fabbisogno delle aziende aretine. Ma gli indeterminati sono solo il 17%

I dati del rapporto Excelsior, le previsioni per l’inizio del 2018 e i dati complessivi del 2017.

Enrica Cherici
Enrica Cherici
Invia per email  |  Stampa  |   12 febbraio 2018 17:30  |  Pubblicato in Economia, Arezzo, Casentino, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina


Un mondo del lavoro sempre più complesso, frazionato, flessibile almeno in entrata, in costante mutamento e che viaggia più veloce rispetto anche alla formazione dei giovani che vi devono entrare. E’ questo quello che emerge dal rapporto Excelsior in base alle entrate di lavoratori previste dalle imprese con dipendenti nell’industria e dei servizi tra gennaio e marzo 2018.

Alcuni dati ce li fornisce il segretario generale della Camera di Commercio di Arezzo Giuseppe Salvini:

“In provincia di Arezzo le entrate previste per il 78% interesseranno le imprese con meno di 50 dipendenti ed i tre principali settori interessati sono quelli dei servizi alle persone, delle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature e del commercio. Il 52% dei contratti attivati si concentra comunque nel settore dei servizi. Una quota delle assunzioni pari al 30% interesserà i giovani con meno di 30 anni ed il 12 % delle entrate sarà destinato a personale laureato, il 32% ai diplomati, il 33 a coloro che sono in possesso di qualifica o diploma professionale. Per quanto riguarda il mismatch della domanda offerta di lavoro, cioè la difficoltà che le imprese hanno nel trovare i profili desiderati, il dato provinciale è uguale a quello nazionale, il 25% e le professioni considerate di più difficile reperimento sono quelle dei tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale, degli operatori dell’assistenza sociale e dei tecnici in capo informatico, ingegneristico e della produzione. Un mondo del lavoro che è specchio fedele del grande cambiamento che sta interessando il sistema delle imprese italiane.”

E come va a livello nazionale?

“A livello nazionale- sottolinea il Presidente della Camera di Commercio Andrea Sereni – è il settore del turismo è quello che registra la maggiore domanda di lavoro in questo inizio d’anno: quasi un contratto su 5 interessa infatti le professioni del commercio e turismo. Uno su 6, però, riguarda i diversi profili tecnici, soprattutto quelli specializzati nell’area commerciale e del marketing. Si mantiene stabile rispetto al mese scorso la richiesta di giovani. Pari al 35% del totale è particolarmente consistente, in rapporto al totale delle entrate programmate, da parte delle imprese dei servizi finanziari ed assicurativi, dell’industria turistica e dei servizi informatici e delle telecomunicazioni . In Italia il 19 le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Si tratta di un dato leggermente inferiore a quello della nostra provincia dove sono previste assunzioni indeterminate nel 21% dei casi mentre nel 79% i contratti attivati saranno a termine.”

Ma come è andato il 2017?

Spicca innanzitutto una percentuale, tra i nuovi assunti solo il 17,7% avrà un contratto a tempo indeterminato, contro l’83% di lavoro a termine, una condizione che denota un peggioramento della qualità del lavoro e della vita, anche se il dato è inferiore alla media regionale.

Si legge nel rapporto:  Quattro quinti dei contratti attivati sono relativi a lavoratori dipendenti dell’impresa (80%), in particolare a tempo determinato che pur rappresentando circa il 50% di tutti i contratti, rimane comunque al di sotto del dato regionale (55,3%). Il tempo determinato si ferma al 17,7%, che è comunque un livello più alto del corrispondente valore regionale (16,3%). Le posizioni lavorative non alle dipendenze rappresentano il restante 20% e sono costituite per la maggior parte da contratti in somministrazione (13,9%).

Le imprese che hanno assunto nel 2017 sono state il 56%, il 31% sono stati assunti giovani, ma nel 24% dei casi le imprese hanno avuto difficoltà nel reperire i profili giusti nel mercato del lavoro. Il grafico mostra anche i settori delle assunzioni: il 52,6% nell’area della produzione di beni e servizi, poi il 16,2% dell’area commerciale della vendita e l’11,6% dell’area della logistica.

 

Ancora 2017:

Il settore in cui si sono concentrate la maggior parte delle assunzioni è quello del turismo-ristorazione, seguito dai servizi alla persona, dal commercio, dal tessile- abbigliamento e dalle industrie metalmeccaniche ed elettroniche.

Restano evidenti le difficoltà, avute nel 2017, dalle imprese a reperire i lavoratori specializzati. Un fenomeno che si verifica nel settore del tessile e abbigliamento, dove i candidati non sono sufficientemente preparati, ma anche nei servizi avanzati alle imprese, mentre nella metalmeccanica e nell’elettronica, è frequente la mancanza fisica dei candidati stessi.

Quali sono i principali settori di assunzioni per il personale femminile? L’abbigliamento primo di tutti, poi il turismo e la ristorazione, seguito dai servizi alla persona e nella gioielleria.

L’analisi per età e per classi di studio sono prese in considerazione dagli ultimi due grafici:


 

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 Enrica Cherici 
Enrica ChericiAretina D.o.c.g., giornalista con la passione amaranto. Mamma consapevole, moglie.
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