In Austria salvano le banche con denari pubblici, da noi pagano i risparmiatori

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Roberto Maruffi
Roberto Maruffi
Invia per email  |  Stampa  |   14 ottobre 2016 10:22  |  Pubblicato in Economia, Arezzo


Gli obbligazionisti dell’austriaca Hypo Bank verranno rimborsati del 90% del loro credito con la garanzia dello stato salvando la banca dal dissesto. Senza tante chiacchiere sugli aiuti di stato, senza tante chiacchiere sul bail-in, ovvero sulla truffa che espropria i risparmi delle persone per tamponare i buchi, veri o presunti o indotti, delle banche.

Eppure l’Austria è nell’Unione Europea. Eppure la Banca Centrale Europea esiste anche per l’Austria. Eppure anche in Austria la moneta è l’euro. Confrontare questo trattamento con quello che hanno subìto i nostri risparmiatori con la vicenda della vecchia Banca Etruria e delle altre tre banche è per noi mortificante. Sappiamo ormai da molto tempo che l’Unione Europea ha figli e figliastri, e che noi siamo senz’altro tra i figliastri. E lo siamo anche per colpe nostre, la maggiore delle quali è l’assenza di spina dorsale nella classe di governo degli ultimi venti anni. Ma a tutto ci deve essere un limite.

Eppure l’Austria è un piccolo, seppur nobilissimo, paese di otto milioni di abitanti, meno della Lombardia. Noi siamo ancora la seconda potenza industriale di Europa, almeno per ora. Il peso politico che l’Italia è, o dovrebbe essere, molto superiore a quello austriaco.  Eppure ci facciamo trattare a pesci in faccia. Ci facciamo scrivere anche la manovra finanziaria, come stiamo constatando anche  in questi giorni dove, tanto per fare un  esempio, i continui tagli alla spesa sanitaria sono inqualificabili e lesivi del diritto costituzionalmente garantito alla salute.

Ma parlare di costituzione a questo punto può anche far sorridere, visto che anche il risparmio era costituzionalmente garantito e gli effetti si sono visti. Il patatrac di una parte rilevante del sistema bancario italiano, del quale purtroppo siamo soltanto all’antipasto, è indotto soprattutto da una complessiva politica dell’Unione Europea contraria agli interessi nazionali italiani. Politica purtroppo incontrastata. Ma torniamo a Hypo Bank. Ad aumentare la beffa si ha notizia che oltre alla Repubblica Austriaca una parte dei denari per rimborsare gli obbligazionisti li mette il land della Carinzia, che la regione comproprietaria della banca, grazie ad una anticipo di miliardi di euro da parte dello stato stesso.

Ebbene sapete quanti anni avrebbe il Land della Carinzia per restituire queste debito? Pare che siano 54 anni, cioè entro il 2070. Una scadenza che fa ridere, gli austriaci farebbero prima a dire che si tratta di un finanziamento sostanzialmente a fondo perduto come è giusto che sia in queste situazioni. Ma allora come mai la piccola Austria è riuscita a trovare 11 miliardi di euro di denari pubblici, perché di questo si tratta, per salvare la sua banca e gli obbligazionisti? Cifra con una frazione della quale si potevano comprare la vecchia Banca Etruria e le altre tre banche salvando azionisti ed obbligazionisti subordinati, e senza sconquassare il sistema bancario italiano. Ammesso che non fosse questo il vero obbiettivo di qualcuno.

E allora come stanno le cose veramente? Cosa non sappiamo? E’ vero che la Corte Costituzionale austriaca ha cancellato il bail-in dall’ordinamento giuridico austriaco intanto che noi dormivamo il sonno beato dei tonti, sempre se di sola tontaggine si sia trattato, ma non è più possibile tollerare tutto. O forse il fatto che gli elettori austriaci stiano dando segnali di, diciamo così,  insofferenza verso Lorsignori, ognuno ha i suoi Lorsignori, può aver aiutato i loro obbligazionisti? Noi siamo molto contenti per gli austriaci che hanno saputo tutelare i loro interessi nazionali, ma è ora che iniziamo a farlo anche noi. Andando avanti così tutti continueranno a metterci i piedi addosso.

 Roberto Maruffi 
Roberto MaruffiCommercialista.
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