Export toscano, tra luci e ombre: nel secondo trimestre Arezzo segna -4,6%. Ma le stime sono positive

Il focus dell’Ires che approfondisce settore per settore l’andamento dell’economia.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   25 novembre 2016 6:00  |  Pubblicato in Economia, Arezzo


Export altalenante. Così l’Ires definisce l’esportazione toscana nel suo focus sull’economia regionale presentato nei giorni scorsi a Firenze. “L’andamento dell’export nel secondo trimestre del 2016, rispetto al 2015, risulta moderatamente positivo”, recita il report. Anche se per Arezzo la performance non ha il segno più. Nel periodo considerato segna infatti un -4,6 per cento. Più esaltanti invece le stime che arrivano fino al 2018 e mostrano per la città dell’oro una costante, anche se moderata, crescita.

I SETTORI
Il focus approfondisce settore per settore l’andamento dell’economia. “Nel primo trimestre del 2016 – si legge – l’export della meccanica, nel suo complesso, sale del 2,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi ad un valore delle esportazioni di circa 5,99 MLD di euro. Tuttavia, l’andamento dei settori che la compongono è piuttosto vario: risulta, infatti, in calo l’esportazione degli apparecchi elettrici (-6,8%) e dei mezzi di trasporto (-5,4%); buone performances si registrano, invece, nel settore dei metalli di base (+6,9%), in quello della produzione degli apparecchi elettronici (+3,8%), e dei macchinari non altrimenti classificati (+5,3%)”.
In flessione il TAC, ovvero il settore moda, che nel secondo trimestre 2016 (rispetto al medesimo periodo del 2015) registra una flessione di -1,1%. E ancora in forte diminuzione risulta anche l’export dell’industria estrattiva che fa registrare un -13,2%. Di segno positivo invece l’agricoltura che vede crescere le esportazioni del 5,1%.
Infine l’Altra Industria (le attività manifatturiere diverse da quelle meccaniche e della moda) fa registrare una crescita dello 0,9%.

IN TOSCANA
Di città in città, di provincia in provincia, l’andamento dell’export è definito “di tipo altalenante”: “fra il 2015 e il 2016 (secondo trimestre) l’export diminuisce nelle Province di Livorno (-5,5%), di Arezzo (-4,6%), di Massa Carrara (-3,9%), Siena (-1,8%) e Lucca (-1,7%). Negli altri territori, invece, le esportazioni si mantengono positive: a Prato crescono del 6,5%, a Firenze aumentano del 5,4%, a Pistoia l’incremento è del 4,7%. Seguono Pisa (+1,8%), mentre Grosseto non fa registrare variazioni di rilievo”.

LE STIME
Le stime, basate sui dati di Prometeia e frutto di modelli macro-econometrici, sono da prendere con le molle. Su base provinciale si avrebbe, per il periodo 2016 – 2018, una impennata dell’export particolarmente elevata nelle Province di Massa Carrara (+33,7%) e Grosseto (+15,8%). Si tenga conto, tuttavia, che tale elevato incremento percentuale, in valori assoluti, risulta piuttosto esiguo (nel 2018 la somma dell’export di entrambe le Province non raggiunge i 700 MLN di euro).Cresceranno olto Firenze (+9,3%), Siena (+7,3%), Pistoia (+7,3%). Risultano, invece, leggermente negative le previsioni sull’export inerenti
la Provincia di Prato (-0,1%)..
Positiva la performance che potrebbe avere Arezzo passerebbe dai 1.911 mila euro di export del 2016 a 1.928 del 2018. In lieve, ma costante, crescita.

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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